Riprendendo il discorso di Matteo
sull'opale storico, posso aggiungere queste notizie:
"Fin da dal sec.XVII l'opale fu tenuto in alta considerazione, ma nei secoli successivi prevalse la credenza che fosse apportatore di avversità , forse a seguito di un'antica tradizione alemanna. Secondo altre opinioni, il periodo negativo dell'opale fu dovuto alla campagna intrapresa da commercianti ungheresi che, controllando il mercato dell'opale, avevano interesse a screditare le pietre provenienti dai nuovi giacimenti australiani.
Comunque la
Regina Vittoria, appassionata di tutte le gemme,indossò un'opale nel giorno della sua incoronazione.
(vedi foto)
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Superata ormai ogni superstizione, un magnifico esemplare di 203 carati fu regalato dal Governo australiano alla
Regina Elisabetta I nel 1954.
Sempre nel testo di Matteo leggo che l'opale, grazie al suo colore e alla varietà di sfumature, è uno dei minerali inimitabili. Questo è vero per tutte le varietà tranne che per l'opale nobile.
Nel libro di Mondadori
Pietre preziose leggo che ora può essere prodotto anche per sintesi. Inizialmente soltanto in Francia adesso lo è anche in Giappone. Apparso in commercio nel 1974 è prodotto nelle due varietà fondamentali a fondo chiaro e a fondo scuro.
Aspetto dell'opale sintetico:
corrisponde perfettamente a quello dell'opale nobile, con chiazze iridescenti su fondo chiaro lattiginoso oppure su fondo da blu intenso a grigio fumo. E' distinguibile dall'opale naturale con molta difficoltà .Solo al microscopio si nota una differenza nelle chiazze di colori, che appaiono costituite da minuto mosaico di tasselli giustapposti come una pelle di lucertola. I bordi delle chiazze poi sono ,di conseguenza dentellati e ciò conferisce alle zone di colore un contorno ben delimitato, con un "gioco di colori" più tenue.
Inoltre l'opale naturale ha fluorescenza blu ai raggi ultravioletti ed è fosforescente, quello sintetico di solito non presenta fluorescenza e fosforescenza. L'opale sintetico ha poi una durezza inferiore (4,5- 5 anzichè 5,5-6,5).
Questo è il mio modestissimo
opale bianco che ho preso in
Val di Susa (To), ai piedi del monte Musinè (montagna ricca di magnetite e smaragdite e situata di fronte alla famosa Sacra di S.Michele)
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misura 5,8 x 4 x 2,5 cm e pesa 40 gr.
E' presente un po' dappertutto nel terreno della
cava di Casellette ed è ancora molto abbondante.
Più raramente sono ritrovabili campioni di colorazioni azzurrognole, gialline o grigie. Nelle analisi fatte negli anni passati sui campioni di opale è stata rilevata presenza di Cristobalite B.
Due parole
sull'ambiente di formazione dell'Opale, che non è stato ancora detto:
E' un
deposito chimico comune di molte acque minerali. Lo si trova di solito collegato con
rocce magmatiche effusive (rocce vulcaniche come le rioliti, andesiti, trachiti) all'interno delle quali si è depositato in fratture e cavità da fluidi acquosi a temperature basse.
Forma inoltre lo scheletro di molti organismi marini e, da questi, dà origine ad accumuli di rocce sedimentarie. Gli esemplari pseudomorfi fossili sono molto ricercati.
Inoltre l'opale (SiO2 x n H2O ,Ossido di Silicio idrato) ha la stessa composizione chimica del quarzo ma contiene dall'1 al 21% di acqua, e non ha struttura cristallina.
Ha anch'esso una certa forma di struttura regolare anche se non a livello di atomi: è costituito infatti da tante piccolissime sfere allineate a formare un reticolo tridimensionale compatto.
Quando la luce passa attraverso gli spazi vuoti tra le sfere, alcune lunghezze d'onda vengono diffratte, producendo lampi di colori (detto "
gioco di colori"),
da non confondere con l'
opalescenza che è l'aspetto lattiginoso dell'opale comune, causato dalla diffusione della luce per opera della struttura a sferule di silice.
In questo caso però, a differenza di quanto avviene per il gioco di colori, le sferule hanno dimensioni tra loro diverse.
Da "Gemmologia Tecnica di VandaRolandi e Sergio Lavagna".Edizioni Gold.