La
VesuvianaE' diabolica nell'arte del trasformismo...assume mille travestimenti....sembra fatta apposta per mettere in crisi studiosi e collezionisti......
..Ma davvero così ?
E sì, pare proprio che la
vesuviana sappia ingannar in tal modo...
Per l'immensa varietà di forme e colori che può assumere, la
vesuviana venne battezzata dall'abate
Hauy (uno dei padri della cristallografia), anche col nome di
IDOCRASIO che significa ...."mescolanza di forme".
Fin dal 1795 era conosciuta col nome di "
giacinto del Vesuvio" perchè considerata come uno dei più comuni prodotti delle eruzioni del vulcano. In seguito questo affascinante minerale venne individuato in moltissime località di tutto il mondo e in diversi tipi di formazioni rocciose.
La sua formula chimica è molto complessa, essendo costituita da calcio (10 atomi), ferro, magnesio, alluminio, silicio, ossigeno e idrogeno, per un totale di ben 67 atomi.
Trova posto nel gruppo dei (soro)SILICATI.
Questo "trasformismo" si manifesta a volte anche nella medesima fessura rocciosa, in quanto perfino a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro possiamo trovare cristalli dall'aspetto molto diverso.
L'unico dato invariabile è la costanza del grado di simmetria (tetragonale), per cui le forme basilari sono quelle del prisma e della piramide con 4 lati e base quadrata.
La genesi di questo minerale è quasi sempre del tipo
metamorfico, dovuta al contatto di masse calde eruttive con
rocce ricche di calcio,come calcari e dolomie, che possono fornire i 10 atomi di calcio che risultano nella formula.
Il contatto metamorfico può verificarsi anche a grandi profondità e per questo possiamo trovare la
vesuviana non solo in prossimità dei vulcani ma anche sulle Alpi e nelle altre catene montuose della terra.
In Italia è nota in Val di Gava, Val di Susa, Val Camonica, Passo Faiallo, Val di Fassa, Val d'Ayas, Val Malenco ma soprattutto in Val d'Ala e Val d'Aosta , a
Bellecombe sopra Chatillon, dove intorno al 1970 vennero scoperte le vesuviane più belle del mondo, di eccezionale trasparenza. Cristalli di 8-10 cm furono estratti dalle fessure delle durissime
rocce rodingitiche del Montjovet.
Guardatela....
è chiamata "
il giacinto del Vesuvio",
.."
la giada di Pulga",
...è imparentata con il nobile berillo e la tormalina,
...è nostra, la Vesuviana più bella
eccola:
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Vesuviana di Bellecombe (Aosta)-
Genesi:
nella scheda stilata da Matteo si legge:
"si rinviene in vene ed in rocce metamorfiche da contatto".Infatti la Vesuviana è UN TIPICO MINERALE DEL METAMORFISMO DI CONTATTO IN ROCCE CALCAREE IMPURE.
Che significa?
Il
metamorfismo di contatto è quello che le formazioni sedimentarie subiscono quando in esse viene ad introdursi una massa magmatica-eruttiva calda. Per effetto della elevata temperatura (azione termica) le molecole e ioni acquistano una grande mobilità con tendenza a creare nuovi edifici cristallini modificando così la struttura della roccia. Un calcare compatto, ad es, si trasforma in un calcare saccaroide.
Inoltre elementi chimici dei minerali preesistenti danno origine a nuovi composti meglio rispondenti alle nuove condizioni di equilibrio.
Fra tutte le rocce sedimentarie sono i
calcari a mostrarsi più sensibili alle conseguenze del contatto eruttivo. E dal momento che contengono delle impurità (silice, argilla, sali alcalini, ecc) al fenomeno della ricristallizzazione della calcite si accompagna la formazione di nuovi minerali, soprattutto di
silicati di calcio.
La Vesuviana, si presenta infatti, associata a granati, wollastonite, diopside e si trova anche nelle rodingiti,
rocce ricche di calcio.Eccola, dunque, insieme ai suoi "compagni di viaggio" tutti derivati da metamorfismo di contatto di rocce calcareo-marnose, di marmi dolomitici, di rocce a composizione femica, e coi quali, da sempre condivide lo stesso ambiente:
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Scusatemi delle... lungaggini che mi sono permessa... se non va bene si può sempre togliere il tutto. Saluti