<b>Zolfo Nativo</b>
<b>Classificazione Strunz</b> I/B.03-10
<b>Formula chimica</b> S8
<b>Gruppo cristallino</b> trimetrico
<b>Sistema cristallino</b> ortorombico
<b>Classe di simmetria</b> bipiramidale
<b>Parametri di cella</b> a=10,45, b=12,845, c=24,46
<b>Gruppo puntuale</b> 2/m 2/m 2/m
<b>Gruppo spaziale</b> F ddd
<b>Densit? </b>2,05 - 2,09 g/cm?
<b>Durezza (Mohs)</b> 1? 2?
<b>Sfaldatura</b> imperfetta
<b>Frattura</b> concoide, fragile
<b>Colore</b> giallo, giallo scuro, giallo grigio, rossastro, verdastro
<b>Lucentezza</b> adamantina, untuosa
<b>Opacit?</b> da trasparente a translucido
<b>Riflessi</b> bianchi
<b>Diffusione</b> diffuso
Lo zolfo nativo si origina soprattutto per sublimazione dalle emissioni vulcaniche formando masse compatte o, pi? comunemente, depositi ed efflorescenze sulle pareti. La formazione di zolfo nativo pu? avvenire anche per opera di alcuni batteri che riducono i solfati soprattutto nei giacimenti di gesso.
Lo zolfo nativo si presenta in masse compatte, reniformi, efflorescenze e incrostazioni o come stalattiti. Meno comunemente si trova anche in cristalli.
Zolfo Nativo - Sicilia
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Zolfo Nativo - Messico
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Zolfo Nativo - Caltanisetta, Sicilia
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<b>(C) Chinellato Matteo</b> cubo = 1 cm.