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Autore Topic: Fossili,prima e dopo la pulitura ed il restauro  (Letto 5034 volte) Bookmark and Share
Grapto
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« il: Marzo 21, 2006, 23:05:38 »

Apro questo post,all'insegna delle puliture e restauri di ogni tipo di fossile,le pratiche usate da ciascuno di voi,i trucchi del mestiere,i consolidanti,i vari utensili,i vari prodotti,etc.
Spero vivamente che il tutto sia d'aiuto a tutti voi,e che possiamo
tutti apprendere l'un l'altro le varie metodologie applicate,e che
tutti possano aggiungere nozioni proprie,per migliorare i vari metodi.

Chiederei gentilmente che in questo post Fossili,prima e dopo la pulitura ed il restauro,venissero inserite solamente le descrizioni delle opere di restauro e pulitura,senza ulteriori commenti,i vari commenti potrebbero essere inseriti al di fuori del post,ovvero nell'apposito post Domande e Risposte dedicato esclusivamente per questo motivo.
Cos? facendo,da poter visionare in modo ordinato come nel catalogo dei minerali che avete creato,in questo caso solamente le tecniche di restauro,vi pregherei inoltre per far si che tutti possano comprendere nel meglio dei modi i vostri consigli,di postare esempi fotografici nitidi,non offuscati e non fuori dai dettagli,e di scrivere in un italiano corretto e comprensibile.
Grazie della collaborazione!

Grapto


Restauro di una Beleminite Hibolites sp.,Hauteriviano,
Alpi Marittime,Sud-Est Francia.


La matrice si rivela molto dura,e le belemniti sono molto rare da estrarre intere,ed anche abbastanza inusuali da trovarsi con il Fragmocono completo,per via della calcite che le compone che ? molto
fragile,anzi fragilissima.Si trovano comunque in abbondanza incomplete.Aggiungo che le belemniti si trovano tutte incrostate di sedimento e di calcare.
Ho eseguito diverse incollature dei pezzi,dato che per estrarla dalla matrice si ? smembrata con le vibrazioni.
Ho usato una colla ciano-acrilica o supercolla (non metto il nome per non fare pubblicit?,anche per via che ve ne sono ormai di svariate marche),poi con pazienza ho pulito il pi? possibile le varie parti della matrice,ma non l'ho tolta del tutto,per non indebolire la belemnite.
Per pulire ho usato un vibroincisore elettrico,molto delicato.
Per gli spazi vuoti causati dalle rotture,tipo fessure millimetriche,ho pensato di sbriciolare dei pezzi di belemniti rotte in calcite,dato che sono dello stesso tipo,colore e periodo,quindi o versato in dosi molto limitate della supercolla nelle fessure,in seguito istantaneamente ho inserito la polvere di calcite,ed ho pressato con cautela con un piccolo bisturi.Dopodich? ho tolto sempre con il vibroincisore le parti di colla in eccesso che spuntavano al di fuori delle connessioni.
Infine,ho lucidato la belemnite svariate volte con acqua e carta abrasiva ad acqua di grado 1000,finch? non ho pi? notato i graffi effettuati con il vibroincisore e le sbavature di colla in eccesso che non ero riuscito a togliere prima.Per il tocco finale della lucidatura ho usato una classica pasta polish,che ho versato sulla superficie ormai opaca della belemnite,la pasta abrasiva ? quella classica per pulire gli ottoni,aiutandomi con un panno di cotone,sfregando fino a che non ho notato che lo sfregamento diventasse difficoltoso e causasse attrito(tipo quando si passa un dito su di un piatto appena lavato),ho ripetuto questo passaggio pi? volte,ed ho avuto questo risultato.

Attenzione solo alla colla ciano-acrilica che potrebbe essere pericolosa se maneggiata in modo errato,per il suo brevissimo tempo di incollaggio,non d? scampo se unita tra superfici (qualsiasi tipo) e dita,o semplicemente tra le dita.In questi casi immergere subito le parti incollate in acqua calda,tentando di scollarle,in casi pi? gravi andate subito al prontosoccorso.Evitare che i bambini facciano uso di questa colla.

Grapto

Prima della pulitura


37,19?KB

Durante la pulitura ed il restauro


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Risultato finale


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Risultato finale


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« Ultima modifica: Agosto 26, 2006, 22:11:30 da Grapto » Loggato
Grapto
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« Risposta #1 il: Marzo 27, 2006, 02:25:49 »

Taglio e lucidatura di fossili o rocce.

Alcuni di voi,sempre per scelta,possono decidere di tagliare dei fossili,(non ? possibile farlo con tutti i tipi di fossili) per vederne le sezioni al meglio,che potrebbero raffigurare l'essere,nelle sue parti nascoste se conservate all'interno.
Alcuni fossili pi? comuni,e la lista non ? per niente esaustiva,e sempre se si ha la fortuna di trovarne conservate le strutture originarie appunto all'interno,dipendenti dai vari stati di conservazione e fossilizzazione in aragonite,silicio,calcedonio,
pirite,e altri tipi di minerali,potrebbero essere per esempio,alcuni come :

I cefalopodi del genere Orthoceras del Devoniano del Marocco,ammoniti di moltissime specie,periodi e provenienze diverse come dell'Albiano e Oxfordiano del Madagascar in aragonite e altri minerali di diversi colori,del Giurassico e Devoniano del Marocco in aragonite e calcite,del Giurassico dell'Inghilterra in aragonite,calcite e pirite,
dell'Albiano del Sud-Dakota in aragonite,del Giurassico della Russia in pirite,e molte altre.I tronchi vegetali silicizzati,come le famosissime sequoie del Triassico dell'Arizona,le Araucarie del Triassico del Madagascar,le palme del Triassico del Brasile,e molti altri ancora.I coralli in calcedonio del Miocene della Florida,le rudiste silicizzate in calcite o aragonite di varie parti del mondo,etc.etc.

Per tagliare questi tipi di fossili,fossilizzati in queste o simili tipologie di minerali,dovete procurarvi un flessibile con disco diamantato per pietra,oppure una macchina fissa con banchetto con disco diamantato con raffreddamento ad acqua,oppure andare da un marmorista che ha le seghe a filo continuo ad acqua (pi? veloci,ma non adatte per piccoli pezzi,per l'impossibilit? appunto di tenere gli esemplari piccoli in modo che stiano fermi mentre la lama taglia).

Se non avete mai usato questi tipi di utensili,ovvero un flessibile oppure una macchina per il taglio per pietra con banchetto fisso a raffreddamento ad acqua,dovete assolutamente non adoperarli perch? sono pericolosi,ma potete chiedere a chi li s? usare bene,per capirne l'uso corretto,le cose che non si devono assolutamente fare,ed i trucchi per far si che impariate ad usarle al meglio,e se potete,osservate chi li s? usare mentre si eseguono i tagli,ascoltando attentamente i consigli.

Non posso illustravi come si usano questi utensili,per il motivo che dovrei farveli vedere all'opera,(sempre per gli inesperti) e non voglio avere il pensiero angoscioso che possiate farvi male agli arti e corpo per un uso scorretto.
Vi spiego comunque alcune cose,riguardanti il flessibile,dandovi alcuni consigli di base,sempre non esaustivi,dicendo anche ai pi? esperti di avere sempre buon senso nell'uso.

1)Funziona a corrente elettrica,e non si deve assolutamente bagnare con nessun tipo di liquido,e inoltre fate attenzione al filo di alimentazione elettrico,che non si impigli nel disco e non si tagli quando lo usate.

2)Si devono usare sempre degli occhiali possibilmente in plastiche apposite omologate e certificate o maschere protettive per le schegge di roccia,che non perdonano gli occhi e il volto,e assolutamente evitate occhiali di vetro,da sole,o altri tipi di materiali non adatti e troppo fragili per le schegge di roccia,consigliatevi per essere certi per un'eventuale acquisto da un ferramenta specializzato.

3)E' un utensile che quando ? acceso,effettua circa 12.000 giri o pi? al minuto,quindi ? molto veloce,e allo stesso modo,se si tagliano rocce particolarmente dure,e non si ha la fermezza nello spegnerlo in tempo o di allontanarlo dal taglio,in casi di attriti improvvisi,o rottura del disco,si rischia o che la roccia schizzi in direzioni non prevedibili,quindi anche verso di voi o altri anche se l'avete fermata in una morsa,o che vi sloghiate un arto nel tentativo di controllarlo per la forza esercitata dall'utensile,e in questo caso le cose si potrebbero aggravare.

4)Non usatelo mai indossando camice,giacche,e indumenti con i polsini larghi e lunghi o con sciarpe,o stoffe penzolanti,se si impigliano le vesti nel disco mentre gira,potete farvi seriamente male perdendo il controllo dell'utensile,e con conseguenze nei casi pi? gravi della perdita di arti,falangi,o gravi tagli.

5)Non pressate in nessun caso l'utensile quando taglia,non fermate in nessun modo e con nessun mezzo il disco quando ? in funzione,
ne praticate bruschi cambi di posizione,ne ondeggiate con l'utensile quando taglia,rischiate il grippaggio del taglio,e nei casi peggiori la rottura del disco,(grippaggio=il disco che si incastra violentemente nella fessura della roccia che stavate tagliando)con al seguito il rischio di essere coinvolti in schegge di pezzi di roccia o di disco che ? d'acciaio diamantato,o il surriscaldamento dell'utensile con rischio di cortocircuito ed incendio.Alla fine di ogni taglio,spegnete l'utensile,e lasciate che il disco si fermi da solo,senza forzarlo con mezzi esterni.

6)Attenzione ad avere molta forza e buona presa con le mani nel tenere l'utensile,per evitare che vi scivoli o vi scappi,per via delle sollecitazioni che sono elevate.Dovete essere molto concentrati,avere lucidit?,non bevete prima di usarlo,e nenche essere troppo stanchi quando lo si usa,per evitare disattenzioni.Se potete,bloccate il pezzo da tagliare in una morsa,tipo morsa da banco,assicurandovi molto bene che il pezzo sia bloccato,ed evitate di tenere in mano il pezzo che tagliate,se non potete,evitate il taglio.

7)Attenzione,evitate sempre di usare questo utensile in prossimit? di materiali infiammabili anche in parte.

FigoUsatelo solo all'aperto,con una maschera per la polvere omologata e certificata,usate delle cuffie antirumore che trovate in un ferramenta specializzato,per via che il pi? silenzioso che potete trovare supera comunque i 100 decibel di rumore,nocivi per l'udito,non bagnate mai l'oggetto che dovete tagliare,usate sempre un disco omologato e certificato per pietra o marmo che potete comprare da un ferramenta specializzato,e che sia adatto al vostro flessibile sia per il diametro,il numero di giri che esegue al massimo l'utensile,e sia anche per lo spessore del disco che pu? portare l'utensile.

9)Non ? un giocattolo,non ? adatto a chi non ne ha mai fatto uso,abbiatene cura,dopo ogni volta che avete finito i vostri lavori di taglio,spegnetelo e staccatelo dalla corrente,aspettate che si raffreddi e pulitelo accuratamente con un pennello il pi? possibile,rimuovendo il disco,e togliendo tutte le scorie rocciose che si sono incrostate,tipo sulle prese d'aria,sul perno principale del motore,sull'impugnatura,sull'interrutore d'accensione,e su tutte le parti che vedete che sono sporche di polvere,aiutatevi se lo avete con un compressore ad aria.Rimontate il disco sempre nel verso del taglio che di solito ? indicato con una freccia sul disco,e assicuratevi che sia montato correttamente,serrando poi bene con l'aposita chiavetta il disco,in modo che non oscilli quando ? in moto.

10)Se dovete acquistarlo,comprate solo un utesile omologato e certificato a norme Europee,con tasto d'accensione a pulsante,in modo che se vi troviate in difficolt?,togliendo la pressione al tasto togliete anche tensione all'utensile,che si fermer? poco dopo.Tenetevi strettamente ai consigli ed alle istruzioni d'uso dell'apparecchio che sono all'interno della confezione.

Dopodich?,eseguite il taglio,sempre non troppo sottile se dovete fare delle fette,per via che se il materiale ? fragile per le vibrazioni si frantumerebbe.
Dopo il taglio,prendete la solita carta ad acqua abrasiva di gradazione 1000,e con pazienza,incominciate a levigare la superfice tagliata,immergendo il pezzo nell'acqua in un recipiente,fino a quando vedete che i graffi ed i solchi non sono svaniti del tutto.Cambiate regolarmente pezzo di carta quando notate che non consuma pi? a dovere.
Appena avete concluso la levigatura a mano,lavate per bene il pezzo,e asciugatelo altrettanto bene,poi procuratevi un panno di cotone asciutto,e una pasta tipo polish,come quelle per pulire gli ottoni,o per lucidare l'auto,meglio se sono al silicone,che con base di solvente,sia per l'odore sgradevole sia per il risultato finale.
Dopo svariati sfregamenti con panno e polish,strofinate altrettante volte con una parte del panno pulita,o prendete un panno nuovo,e osservate i vari risultati finali.
Se non siete soddisfatti ripetete i passaggi,quindi : se notate ancora imperfezioni di graffi grossi e profondi,strofinate con la carta abrasiva ad acqua,e se notate solo opacit?,strofinate con il polish ed il panno.
Infine non dovete assolutamente aggiungere altre cose al fossile,e se lo tenete con cura,senza urti o graffi,rimarr? perfetto e lucido per moltissimi anni.

Spero di essere stato utile,
Grapto
« Ultima modifica: Giugno 20, 2006, 22:37:48 da Grapto » Loggato
Grapto
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« Risposta #2 il: Maggio 19, 2006, 22:48:57 »

Pulitura e lucidatura di un Phacops africanus in posizione arrotolata di difesa del Devoniano del Marocco

Ultimamente,ho aiutato Trilophaco con tecniche semplici che possono fare tutti,per eseguire una pulitura approfondita ed una conseguente lucidatura al naturale su un Phacops africanus arrotolato in posizione di difesa di 16cm circa di lunghezza dal cefalo al pigidio,con alcune tecniche manuali,in alternativa ad una pulitura pi? approfondita con sabbiatrice,che purtroppo non possediamo entrambi.
Sotto concessione di Trilophaco,vi riepilogo le tecniche che gli ho consigliato,con annesse le foto scattate da lui dei vari procedimenti eseguiti.
Il Phacops si presentava abbastanza pulito in origine,ma aveva alcune tracce di roccia in alcuni punti difficili,ed una colorazione nerastra innaturale ed artificiale tipica dei fossili marocchini.
Si ? proceduto con una serie di lavaggi con aceto di vino al 6%,mettendo il trilobite in un colino appoggiato in un pentolino per raccogliere l'aceto e per non lasciare a mollo il fossile,per non farlo consumare troppo e facendo attenzione di rimuoverlo per non lasciare che l'aceto agisse nei punti di appoggio,i lavaggi sono stati eseguiti con un pennello sintetico.
L'aceto ? un acido molto leggero,ma se usato con insistenza pu? corrodere irrimediabilmente il fossile anche se lentamente,specialemnte se lasciato a mollo completamente.
Si ci pu? aiutare dopo aver bagnato con aceto il fossile,con una spazzolina di plastica per abradere bene i punti ancora con roccia in eccesso per facilitarne l'azione,e con uno spazzolino da denti per i punti dove vi ? difficile arrivare.
Dopo ogni bagno ? stato lasciato asciugare l'aceto,e dopo aciugato si ? praticato un lavaggio con acqua e sapone neutro.
Sono stati fatti una serie di lavaggi a seconda della rimanenza di roccia sul fossile,quindi ogniuno se dovesse praticare questa tecnica,pu? controllare il livello della pulitura dopo ogni lavaggio in aceto,e secondo lo stato del fossile e della roccia che vi ? ancora,pu? pi? o meno continuare i bagni con aceto.
Al termine dei bagni in aceto con conseguenti lavaggi in acqua corrente e sapone come ho gi? ricordato,dopo che si ? notata una certa differenza da come si presentava all'inizio il trilobite,sia da parte della colorazione artificiale nera,che si ? dissolta tramite l'aceto ed i lavaggi con acqua e sapone,che dalle piccole parti di roccia che si sono consumate tramite l'aceto,il trilobite si presentava opaco e molto chiaro come colore,quasi di colore grigio biancastro.
Quindi al seguito,una volta ascugato il trilobite,si ? proceduto con un impasto di polish su tutto il fossile,si consiglia di usare un polish al silicone per ottenere ottimi risultati,non a base di solventi,ovviamente ? consigliato l'uso dei guanti di lattice per evitare il contatto diretto sulla pelle con il polish.
Dopo aver dato il polish su tutta la superfice del fossile,ovviamente questa tecnica con il polish ? consigliata solo per fossili cristallizati e mineralizzati in tre dimensioni liberi da matrice,si ? lasciato leggermente asciugare,e dopo si ? proceduto a spazzolarlo miticolosamente con un pennello di setola a testa piatta di tipo stencil,si pu? comunque procedere con spazzolini di setola dura con taglio delle setole piatto,possono essere usate anche spazzole da calzolai molto dure senza per? fili di rame all'interno,ma con solo pura setola.
Si ci pu? aiutare sempre nei vari passaggi dall'aceto al polish con una lente d'ingrandimento dai 10x in s?,per vedere le imperfezioni ancora da correggere nei particolari,meglio se si ha un microscopio stereoscopico,per scendere ancora di pi? in particolari difficili da osservare con una lente o a occhio nudo.
Il procedimento ? molto lungo come tempi,per via delle varie passate sia di polish che di spazzola,si pu? continuare a procedere poi con polish e panno di cotone e nei punti pi? difficili da arrivare,tipo in questo caso dietro gli occhi e le singole pleure,per strofinare meglio,si possono usare anche dei cotton fioc.
Ricordo che l'uso del polish aiuta di molto il risultato finale per l'azione micro abrasiva,e l'uso di questo ? individuale per il tipo di fossile che si pulisce e per il risultato definitivo che si vuole attribuire,pi? si user? il polish e pi? il fossile avr? un'aspetto lucido e marmoreo,ma attenzione a non esagerare troppo nell'abradere per non rovinare particolari delicati.
Un'altra cosa,se il fossile che si andr? a pulire ? cristallizzato ma la matrice interna ? morbida,evitate di strofinarlo violentemente,per non distaccare parti del fossile,la stessa cosa vale per il passaggio con spazzolina e aceto.
Ricordo che non bisogna mai avere fretta nel pulire un fossile,per via degli errori che si possono commettere,e ovviamente che possono essere irrimediabili,comunque pi? tempo,precisione,pazienza e passione si ci mette e pi? il risultato finale ? ottimo e soddisfacente a livello personale e amatoriale.
Quindi dopo svariati passaggi d'aceto,di polish,di spazzola e di panno di cotone,il trilobite ha ritrovato una lucentezza,pulizia e nitidezza nettamente superiore dall'inizio del lavoro di pulitura,con miglioramento complessivo nei dettagli degli occhi,glabella,pleure e in complesso di tutto il trilobite.

Prima della pulitura


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Dopo i lavaggi con aceto


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Inizio della lucidatura con il polish


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Ringrazio vivamente Trilophaco per avermi dato l'opportunit? di postare questa mia tecnica per questo tipo di pulitura su un certo tipo di fossile,e per le foto che ha fatto nei dettagli e nelle varie fasi di pulitura e lucidatura,che ha eseguito in modo molto professionale.

Grapto
« Ultima modifica: Giugno 20, 2006, 22:44:19 da Grapto » Loggato
Trilophaco
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« Risposta #3 il: Giugno 18, 2006, 21:20:06 »

Preparazione e pulitura di un trilobite su piastra calcarea

il trilobite in questione ? una Degamella wattisoni Del periodo Ordoviciano (470 m.d.a.) proveniente da Maesguinne, Built wells, Wales, (Inghilterra) e delle dimensioni di circa 1,6 x 1,1 cm.
Ho acquistato il fossile da un venditore on-line, ed al momento dell?arrivo ero tutto contento che il pacco fosse arrivato sano e salvo.
Purtroppo per? una volta aperto il pacco ho avuto una brutta sorpresa.
Il fossile in questione era completamente ricoperto da uno spesso strato di colla vinilica che lo rendeva innaturale e plasticoso.

Come si presentava in origine


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Ho quindi, come prima cosa rimosso la sgradevole patina con l?aiuto di acqua, alcool e acetone (diluiti in parti uguali) fino a riportare l?intera matrice allo stato naturale.
Tutta l?operazione ? stata condotta con la massima delicatezza andando ad insistere solo sulle parti che presentavano ancora residui di colla e cercando di intaccare il meno possibile le parti gi? scoperte.
E' quindi necessario l?uso di una buona lente d?ingrandimento 10x, oppure meglio ancora di un microscopio stereoscopico, e con l'aiuto di pennellini,pinzette ed un piccolo spillo ho potuto ripulire perfettamente il tutto.
A questo punto, anche grazie all?uso del microscopio, mi sono accorto di alcuni residui di matrice che erano ancora presenti sulle pleure ed intorno al trilobite,che ho opportunamente asportato con uno spillo ed un microbisturi.
Questa ? un?operazione di massima precisione, sia per la durezza della matrice che per le dimensioni del trilobite, ? quindi consigliato usare un microscopio stereoscopico, con la massima attenzione e pazienza possibile.

Dopo averlo pulito


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Avendo tolto la roccia in eccesso che copriva ancora il trilobite, ho ritenuto opportuno (PER MIO ESCLUSIVO GUSTO PERSONALE) evidenziare ulteriormente il fossile dalla matrice, stendendo intorno ad esso, un sottile strato di colore acrilico grigio, che facesse contrasto con il colore naturale bruno nerastro del fossile, poi con un leggerissimo strato di fissativo acrilico ho protetto la superficie di tutta la piastra.
A questo punto il fossile ? pronto per l?esposizione o lo studio.

Come appare dopo le varie procedure


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ALCUNI PICCOLI CONSIGLI

Quando ci si appresta ad operazioni di pulitura e restauro ? necessaria la massima calma e pazienza, tali operazioni richiedono una buona manualit? e tempo a disposizione, operazioni frettolose potrebbero compromettere tutto il lavoro e danneggiare irrimediabilmente il fossile.

Per ogni tipo di operazione sono necessari strumenti specifici sempre puliti ed in buono stato, che possono allo stesso tempo essere facilmente reperiti oppure in altri casi sar? necessario fabbricarseli da s?.
Nel mio caso ad esempio, ho dovuto trasformare con una mola, un ferro da uncinetto d'acciao, in uno spillo, alla fine creando un utensile appuntito, sottilissimo, e molto resistente, per avere una buona manualit? e comodit? di lavoro, per poterlo usare nei punti pi? difficili, avendo un'ottima presa di controllo date le dimensioni.

Riguardo l?uso di collanti come il vinavil oppure colle acriliche come protettivi o fissativi, ricordate che per prima cosa sono inutili su matrici dure calcaree ed impermeabili (? consigliato usare questi prodotti molto diluiti, ma solamente per le matrici fragili e porose, come ad esempio l'argilla, la sabbia, e simili).
La colla vinilica, deve essere comunque applicata MOLTO DILUITA per non rischiare di ricoprire grezzamente tutti i dettagli del vostro fossile, rovinandolo.
Per proteggere le superfici, consiglio l?uso di un fissativo acrilico usato in edilizia, reperibile in ogni colorificio, diluito 10:1 (10 parti di acqua ed una di fissativo acrilico), ricordando che ? sempre meglio applicare due mani di prodotto molto diluito, che una mano di prodotto poco diluito e troppo denso, evitando cos? di "impiastrare" un bel fossile!


CIAO A TUTTI E ?.. BUON LAVORO

Trilophaco

« Ultima modifica: Agosto 27, 2006, 11:13:20 da Trilophaco » Loggato

 
Grapto
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« Risposta #4 il: Luglio 29, 2006, 14:07:56 »

Pulitura di un trilobite Ogyginus corndensis corndensis dell'Ordoviciano inferiore,Llandeiliano,di Gilwern,Galles,Inghilterra


La pulitura ? stata eseguita mediante vibroincisore elettrico ed asporto in parte di matrice con martello e scalpello,la durata della pulitura in questo caso ? stata di 4 ore,per via della matrice molto dura e per il trilobite molto delicato.
Si nota in basso alla matrice un fragmocono di cefalopode nautiloide mineralizzato in limonite.
Il trilobite risale al periodo Ordoviciano inferiore,Llandeiliano,470 milioni di anni or sono.
Esemplari di queste dimensioni (8,5cm x 6,2cm),non sono comuni da trovarsi completi,ma ne sono stati trovati eccezzionalmente completi al 100%,sino a 30cm,quest'ultimo che doveva essere un'adulto anziano, in un unico e rarissimo caso dato le dimensioni!!!
I pi? comuni raggiungono i 3cm di lunghezza,ma anch'essi non sono affatto facili da trovarsi completi al 100%.Questo in foto ? stato trovato dopo diverse ore di apertura degli strati,e non ? completo al 100%,ma ? sempre un ottimo esemplare.

Prima della pulitura


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Durante la pulitura


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Risultato finale


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« Ultima modifica: Ottobre 04, 2006, 21:15:45 da Grapto » Loggato
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« Risposta #5 il: Agosto 24, 2006, 14:40:21 »

ciao ,complimeti per le spiegazioni molto dettagliate e professionali.
volevo chiederti una cortesia se potevi  dirmi in che negozio si possa comprare un vibroincisore visto che qui certe ferramenta non sanno neppure cosa ? .
quali sono i tipi di negozio dove ? piu facile reperire il vibro .
oppure se conosci qualche sito internet, e se ha qualche nome diverso da vibroincisore.
se fosse a corrente sarebbe l'ideale .
dove lavoto io li fanno ma sono quelli per scrivere sui metalli e poi sono ad aria io purtroppo abitando in un condominio il rumore del compressore darebbe qualche noia .
ti ringrazio e mi scuso per tutte queste domande.
ma ? un attrezzo che mi servirebbe molto per pulire le mie ammoniti .
ciao  stefano .
« Ultima modifica: Maggio 23, 2007, 20:02:06 da Moderatore-1 » Loggato
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« Risposta #6 il: Agosto 26, 2006, 16:46:02 »

come promesso posto una tecnica di restauro corredata da foto.
premettendo: fatta in collaborazione con demogorgon. grazie


Il pezzo preso in esame per il restauro ? una mandibola di mosasauro della famosa localit? marocchina di OUED-ZEM .
Questi fossili per quanto spesso ritoccati risultano comunque molto interessanti oltre ad essere molto costosi,  per cui quando uno di questi arriva rotto (cosa molto probabile data la matrice) la cosa pu? risultare alquanto seccante.
 
La matrice ? costituita da un? arenaria ibrida calcareo quarzosa ricca in fosfati di et? maastrichtiano (Cretaceo Sup.). Data la natura poco coerente della matrice, i fossili di una certa dimensioni devono essere rivestiti da uno strato di gesso e dopo l?indurimento di quest?ultimo, viene rivoltato il tutto mettendo alla luce la porzione di fossile che prima era inglobata nella matrice e che adesso ha la base consolidata dalla gessatura.

Nel caso preso in esame, l?urto era stato talmente forte da rompere anche il gesso; cosa che ha portato alla totale rottura di una porzione della mandibola ed alla creazione di numerose fratture su tutto il campione.

Immagine:

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La prima cosa da fare ? l? incollaggio del pezzo con l?utilizzo di colle bicomponente epossidiche. Una volta saldato il pezzo si passa alla ricostruzione del gesso.

Normalmente si ripristina il gesso fratturato con altro gesso ma si ? preferito porre uno strato di mastice per marmo, che di certo assicura una protezione migliore in quanto ha una maggiore resistenza.

Una volta asciugato il mastice, per compensare il dislivello, che si era formato tra la  base e la matrice, si utulizzano dei frammenti di quest? ultima, che si erano staccati dal reperto stesso.

Immagine:

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Triturati e miscelati con colla vinilica e pochissima acqua, si comincia a stenderne velo per velo, per avere una resistenza maggiore finche il lavoro non risulta accettabile.

Immagine:

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A questo punto si prosegue consolidando tutte le fratture, per far cio si utlizzano decine di iniezioni di acqua e vinavil poco diluita (al 20% circa) in tutte le fratture.Immagine:

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Lasciato asciugare il tutto, rimane ancora la mimetizzazione della frattura principale.
 Sfruttando la polvere della matrice utilizzata in precedenza,  si riempe la crepa formatasi dopo l?urto,consolidando il tutto con la stessa operazione descritta in precedenza, stendendo dei sottili veli di soluzione vinilica.

Immagine:

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Per finire e per permettere al campione di non deteriorarsi pi?, si potrebbe utilizzare una soluzione di paraloid (al 20% circa) stesa uniformemente su tutto il reperto con un pennelo piatto.
Codesta operazione ? pi? che consigliata sulle arenarie, dato che, hanno un elevata porosit?, il prodotto depositato penetr? nella matrice consolidandola dall?interno, senza che rimanga il tipico alone lucido del paraloid.

Immagine:

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Chi se la sente puo? intraprendere la ricostruzione dell? osso distrutto con vari prodotti: mastice, gesso, das o altro.
 In questo caso non ? stato ritenuto necessario, in quanto si voleva preservare il valore scientifico del reperto.

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« Risposta #7 il: Ottobre 05, 2006, 21:30:29 »

Per restaurare una conchiglia che si presentava opaca,ho usato della colla vinilica diluita in acqua.Prima ho mescolato bene la colla con l'aqua e poi,con un pennello sottile,ho dato due mani di soluzione al fossile.Passati dieci minuti la conchiglia non era pi? opaca ma si vedevano tutti i suoi "lineamenti"
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« Risposta #8 il: Febbraio 09, 2007, 15:15:31 »

dai che ce la puoi fare...   Wow siamo tutti con te...  Grossa risata Grossa risata manca pochissimo... forza... Grossa risata Grossa risata

un incoraggiamento all'amministratore

Guarda che è stato un caso
e non una scelta
stavamo lavorando alle foto inserite di basiliscus
perciò
ora sono visibili
ma per grapto
mi sà
che ci vorrà ancora un bel pò Grossa risata Grossa risata Grossa risata Grossa risata

stasera speriamo di inserire ancora circa 300 foto
che sono state lavorate questa mattina
ora stanno controllando i file uno per uno
per essere sicuri che i collegamenti funzionino Linguaccia Linguaccia Linguaccia Linguaccia Linguaccia
« Ultima modifica: Febbraio 09, 2007, 15:17:25 da Amministratore » Loggato
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Tutela del fossile al1° posto,poi il collezionismo


« Risposta #9 il: Febbraio 09, 2007, 15:32:25 »

BEll Reperto il mososaurone!!!

Io personalmente sono contrario all uso del vinavil sopratutto se a base di acqua!!!  Con il tempo la colla vinilica polimerizza e si deteriora... senza badare che il prodotto è commestibile per alcuni batteri o funghi... che in alcuni casi scuriscono il reperto.

Chi è andato a Firenze si ricorda l'aspetto del mammut che era scuro e opaco.... colpa del Vinavil.  Miracolosamente dopo l'ultimo restauto è diventato di colore chiaro ambrato. Merito del Paraloid.

il Paraloid quando fà la patina lucida si può rimuovrer solo in superficie con un pennello imbevuto nell' acetone così da togliere esclusivamente la parte inestetica.

Io ad esempio su sabbie simili ho restaurato delle foglie fossili e non si vede il lucido.

Ancora ho delle ossa di cavallo incluse in matricie terrosa e il paraloid non si vede.....

Peccato che al momento non facevo parte di Paleofox e non ho fotografato le fasi del restauro!!!

Pensavo che non sarebbero interessate a nessuno Pianto Pianto
« Ultima modifica: Febbraio 09, 2007, 15:38:02 da inzone » Loggato

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« Risposta #10 il: Febbraio 09, 2007, 21:16:08 »

be, ti posso dire che quello stesso reperto, è nuovamente sotto restauro. e lo sto restaurando io stesso. purtroppo quello che hai detto è vero. ho dovuto eliminare il vecchio restauro perchè era diventata con il tempo una vera porcheria. adesso è tutto un altro mondo.
ciao
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Tutela del fossile al1° posto,poi il collezionismo


« Risposta #11 il: Febbraio 13, 2007, 00:10:51 »

Se serve qualche dritta fai sapè ... mi fà sempre piacere parlare e confrontarmi Grossa risata Grossa risata Grossa risata
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« Risposta #12 il: Febbraio 17, 2007, 19:51:05 »

dai che ce la puoi fare...   Wow siamo tutti con te...  Grossa risata Grossa risata manca pochissimo... forza... Grossa risata Grossa risata

un incoraggiamento all'amministratore

Immagini di Grapto
caricate  Grossa risata
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« Risposta #13 il: Febbraio 19, 2007, 16:50:02 »

Bella anche la pulitura del trilobite marocchino..... come altro acido molto blando e utilizzabile anche l'acido formico... poco più corrosivo dell acetico (aceto).
lo si trova in commercio come anticalcare... basta trovare delle sottomarche di viacal senza tensioattivi..
l'acido formico lo si può usate per liberare intere sezuioni di fossile, ma si deve poi tenere a bagnio il reperto in acqua fresca il doppio o il triplo del tempo che il pezzo è sotto nell acido..... la tecnica più utile non è l'immersione ma la percolazione per mezzo di un contagoccie sui pezzetti più duri di matrice.... e appena liberato il pezzettino consolidarlo con il paraloid..... ora sono dallo studio ma come mi connetto da casa cerco l'articolo con questa tecnica usata su delle uova di dio...che dovrei avere a casa. 

Cecatelo anche voi dovrebbe essere un articlo della National Geographic di qualche anno fà ed è molto utile
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