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Autore Topic: ZZ-Rocce - Arenaria  (Letto 24624 volte) Bookmark and Share
Albertina
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« il: Giugno 07, 2006, 19:41:39 »

Calcari....arenarie....marne.....travertini.....

L'aspetto litologico nei monumenti non l'avevo mai preso in considerazione.

E' bello guardarsi intorno, quando si va a visitare una città, e vedere, oltre che i monumenti, gli edifici storici e l'arte in genere,  anche il materiale impiegato per la realizzazione di tali opere.

Le pietre raccontano.... E ogni regione ha una sua terra ed una propria litologia....

Recentemente sono stata a Pistoia e lì, come a Firenze, ho scoperto che le pietre più usate sono le ARENARIE ed è di questo che vorrei parlare.

Una roccia sedimentaria clastica

Le rocce sedimentarie, a seconda della loro origine, vengono distinte in tre gruppi:

-rocce clastiche(clasti= frammenti di roccia)
derivate dal deposito di detriti o di residui di rocce preesistenti

-rocce di deposito fisico-chimico o evaporati:
originate dal deposito di sali sciolti in acque dolci o marine es:travertino, gesso, alabastri ecc.

-rocce organogene:
derivate dall'attività di organismi animali o vegetali es: calcari fossiliferi, calcari compatti, selci, dolomia, ecc.

Tralasciando gli ultimi due gruppi e prendendo in considerazione solo le rocce clastiche  si può dire che esse:
vengono classificate in base alla loro granulometria(diametro massimo) e vengono ulteriormente distinte in:

-RUDITI o rocce psefitiche (psephos= piccola pietra, con diametro sup.a 2 mm) es: Conglomerato, Puddinga, Brecce,
-ARENITE o rocce psammitiche (psammos=sabbia, con diametro inf.a 2mm) es. Arenaria, Calcari-Arenacei

-PELITI o rocce pelitiche  (pelos=fango, con diametro da 1/16 a 1/256 di mm) es: Argillite, Marna

Finalmente ci siamo?.ecco le ARENARIE

Immagine:



Le arenarie sono costituite da sabbie siliceee (quarzo-feldspati-mica-calcite)+ un cemento molto fine che può essere di natura silicea, argilloso,calcareo o gessoso o più frequentemente misto.

In relazione alla natura di tale cemento varia la compattezza della roccia. La compattezza, però, varia anche dal grado di diagenesi subito dal sedimento.

Diagenesi= Il processo di trasformazione da sedimento sciolto a compatto. La diagenesi è legata a processi chimico-fisici complessi e di notevole durata. Passa attraverso tre fasi:
-costipamento: cioè diminuzione di volume dei sedimenti con espulsione di acqua, per effetto del peso di sedimenti sovrastanti;
-cementazione:precipitazione dei sali disciolti in acque circolanti nei sedimenti ancora non consolidati.
-metasomatismo: di sostituzione, scambi di sostanze con l?ambiente circostante.

Esempi:
con la diagenesi
-i ciottoli o ghiaie(psefiti) incoerenti diventano CONGLOMERATI, PUDDINGHE, BRECCE  cioè rocce coerenti;
-sabbie (areniti) diventano ARENARIE (QUARZITI,ARCOSE,GROVACCHE)
-argille (peliti) diventano ARGILLITI,ARGILLOSCISTI(lavagne-ardesie)FILLADI (dove la diagenesi è più spinta)
-silt, limo,loss (peliti)diventano SILTITI (rocce poco note e finora confuse col marmo e argille)
-

Arenarie al microscopio

Immagine:



A B C
D E F

A-ARENARIA costituita da grossi granuli arrotondati di quarzo, assieme a granuli più piccoli entro una matrice a grana fine di fango carbonatico (calcite)Ingrandimenti x16

B-ARENARIA con granuli arrotondati di quarzo ben cementata da quarzo autigeno (secondario cioè formatosi direttamente nell'ambiente di sedimentazione) ingrandimento x27

C-ARENARIA con granuli di quarzo subangoloso e subarrotondato; il cemento 9 dato da calcite ingrandimenti x20

D-ARENARIA fine: <b>quarzo </b> con <b>cemento gessoso </b> <font size="1"><i>ingrandimenti x 24</i></font id="size1">

E-ARENARIA (Arcosa) con granuli di feldspato brunicci ,dovuto alla loro alterazione, con quarzo limpido. La matrice contiene abbondanti ossidi di ferro. ingrandimenti x20
Le arcose sono il prodotto di degradazione di rocce granitiche.

F-ARENARIA (Grovacca) con granuli di quarzo molto angolosi,e piccoli frammenti di roccia in matrice argillosa a grana fine ingrandimenti x 16
Le grovacche sono prodotto di correnti di torbida sottomarine in acque profonde; esse sono scivolate sui fianchi della scarpata continentale e si sono poi ridepositate con gradualità.


Le arenarie in genere prevalgono al nord o al centro Italia, mentre al sud ed isole abbiamo quasi esclusivamente i calcari-arenacei (sono sabbie calcitiche) detti anche tufi calcarei (tipici sono i Sassi di Matera)

L'arenaria è un'ottima pietra da costruzione e, da tempi antichi, è stata usata non solo come pietra grezza, pietra concia e da taglio ma anche per lavori architettonici e di scultura.

Come già detto, la sua resistenza alle intemperie dipende dalla natura e dalla forza del cemento minerale che lega i granuli di sabbia.


La Toscana detiene il primato per quantità e qualità delle arenarie. Se ne distinguono due tipi principali:

a)-pietraforte
b)-macigno

La pietraforte fa  parte della formazione eocenica che costituisce la zona collinare che si estende a sud di Firenze.

E' un'arenaria a elementi di calcite, quarzo, feldspati e muscovite, con cemento calcitico-calcedonioso.
-Il colore è giallo rossiccio sino al giallo-bruno.
-La grana è fine o finissima; come durezza elevata, superiore al macigno.
Ha trovato impiego soprattutto come materiale da rivestimento a Firenze a S.Maria Novella,S.Trinità-S.Croce-Palazzo Vecchio-Palazzo Strozzi-Palazzo Davanzati-Pitti-Medici,il Bargello,Loggia dei Lanzi.

Immagine:


Firenze-Palazzo Pitti-


Immagine:


Firenze-Palazzo Medici-



Del macigno se ne conoscono due varietà:

- pietra bigia (gialla)
sempre a Firenze: Chiesa di S.Lorenzo, Palazzo degli Uffizi, Spedale degli Innocenti,Palazzo Riccardi, Palazzo Giacobini, Arco di Trionfo dei Lorena.

- pietra serena (azzurrognola)
che ho visto molto utilizzata nella città di Pistoia (in tutte le opere monumentali) ma lo è anche a Pisa, Lucca, Arezzo, Citta di Castello, Cortona.
E' una pietra tenera, facilmente modellabile.


Immagine:


Pistoia -Colonnato: esempio di "pietra serena"


Immagine:


Serravalle- esempi di pietra serena


Immagine:


Pistoia-Logge Ospedale del Ceppo(1450)

Entrambe le varietà sono oggetto di escavazione nella zona collinosa eocenica dei comuni di Fiesole e di Maiano.

La pietra serena si presenta ordinariamente a grana grossa e con cemento calcareo-argilloso  mentre la pietra bigia è a grana fine con cemento calcareo e quindi con migliori proprietà tecniche rispetto al primo tipo.





Questa scheda sull'arenaria vuol essere solo un esempio di roccia sedimentaria clastica, molto si potrebbe dire su altri termini che spesso troviamo sui libri. Ad esempio nell'articolo "Olistolite a Pecten nei dintorni di Casacastalda" sulla rivista Fossili e Minerali n.2 sono riportate molte volte queste espressioni.:
-   formazione Marnosa-Arenacea,
-   Calciruditi,
-   Calcareniti,
-   Conglomerati fossiliferi
-   Calcari selciferi, ecc

Mi è sembrato pertanto utile trattare una piccolissima parte delle rocce sedimentarie: rimangono però le organogene e le chimiche ma questo sarà argomento di altra scheda.(forse)

Scusate per eventuali imprecisioni.Grazie.
« Ultima modifica: Febbraio 13, 2007, 23:24:47 da Albertina » Loggato
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« Risposta #1 il: Giugno 25, 2006, 10:38:27 »

Come si è già accennato, le arenarie  sono scarse nell'Italia meridionale e nelle due grandi isole, mentre molti diffusi sono i calcari-arenacei (o tufi arenacei) spesso ricchi di conchiglie fossili.

Il materiale è di colore vario: bianco, bianco-grigio,gialliccio, giallo-rossastro e giallo-bruno.
Soprattutto nel passato ha trovato largo impiego come materiale ornamentale e non solo in elementi di rivestimento ma anche per elementi architettonici: grandi colonnati, pilastri, architravi, trabeazioni, ecc.

In Sicilia calcari-arenacei sono molto diffusi soprattutto nelle province di Agrigento, Siracusa e di Palermo.

Ad Agrigento i calcari-arenacei , pleistocenici , ricchi di conchiglie fossili, hanno un colore giallo-rossastro molto marcato.
Nella Valle dei Templi si possono ammirare i famosi Templi dorici del VI sec.a.C. tutti costruiti con questo tipo di roccia.

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Poichè queste rocce calcareo-arenacee presentano scarsa durevolezza e per preservarle dall'aggressività degli agenti atmosferici, gli antichi greci ricoprirono tutti gli elementi architettonici con uno spesso strato di stucco bianco (marmo+ gesso).

Soltanto il fregio  veniva decorato a 4 colori accesi, vivaci: il giallo(luce), il rosso(fuoco), il bruno(terra)e l'azzurro(cielo).

Immaginiamo come fosse bello il contrasto dei templi bianchi con il cielo terso, il mare sullo sfondo e nel verde degli ulivi?.

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Gruppetto di colonne ricostruite in epoca più recente e prese come simbolo della Valle dei Templi di Agrigento.

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La cintura muraria difensiva è una formazione naturale lunga 3 Km. Lì dietro c'è la valle dei Templi.

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Questa conchiglia affiora da un lastricato di pietra calpestato dai turisti...
« Ultima modifica: Febbraio 10, 2007, 20:11:38 da Amministratore » Loggato
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« Risposta #2 il: Giugno 25, 2006, 11:56:42 »

Invece nel retroterra della città di Siracusa
si hanno zone di calcari-arenacei tanto del Pliocene quanto dell'Olocene.

Sono rocce molto più chiare delle precedenti:  bianco-giallastre, notevolmente fossilifere.
Il materiale localmente viene chiamato "giggiolena" per la grana che ricorda i semi di sesamo.

Sia il Teatro Greco che l'anfiteatro romano sono stati scavati quasi interamente in questo tipo di roccia. (unico masso di pietra lavorato a gradoni. Il Teatro Greco ha un diametro di 140 mt e risale al V sec.a.C., l'Anfiteatro Romano, di forma ellittica, mt.140 x 120 )

Impressionanti sono le latomie (cave di pietra) da cui vennero estratti 5.000.000 m3 di blocchi calcarei-arenacei impiegati per la costruzione dei monumenti della città di Siracusa e della cinta muraria. Qui vennero utilizzati migliaia di schiavi ateniesi deportati dopo la sconfitta nel 413 a.C. Un lavoro duro, inumano a 40 metri sotto terra, una città sotto ad un'altra?.


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Infatti per estrarre questi blocchi, venivano scavati pozzi di 30-40 metri di profondità per poi allargarsi alla base in gallerie concentriche e comunicanti. Per intagliare la pietra utilizzavano cunei di legno bagnati con acqua che gonfiandosi producevano crepe, spaccandola.
Questa roccia molto tenera e quasi friabile appena estratta dalla cava, messa in opera indurisce sensibilmente (fenomeno dovuto all?evaporazione dell'acqua di cava satura di bicarbonato di Ca e conseguente deposito negli interstizi della roccia e cementazione) diventando poi  particolarmente resistente.


In origine le latomie erano caverne sotterranee, e, nel tempo, forse a causa di terremoti, sono in parte crollate (ne sono rimasti solo alcuni pilastri a testimoniare la grandiosità dell'ambiente).

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Ora sono a cielo aperto. La cava più celebre viene chiamata  "Latomia del Paradiso" perchè fra gli enormi blocchi del crollo, esplode una lussureggiante vegetazione essendo un posto sempre umido e profondo?.


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In questa Latomia del Paradiso l'interesse maggiore è dato dal celebre orecchio di Dionisio che è una grotta artificiale lunga 65 mt, larga fino a 11 mt e alta 23 mt che va restringendosi man mano in alto ove termina quasi ad arco acuto.

Il nome, dovuto alla forma che ricorda abbastanza bene il condotto uditivo dell'orecchio umano, gli fu dato dal Caravaggio che nel 1608 visitò la cava.

Dal nome originò la leggenda che Dionisio avesse fatto costruire questo carcere per udire dall'alto, dove c'è un'apertura alla quale ci si può affacciare, quando i prigionieri dicevano anche a bassissima voce.
Questa grotta ha infatti una straordinaria proprietà acustica di rinforzare qualunque suono.

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Esempi di impiego dei materiali calcari-arenacei estratti dalle cave nella città di Siracusa:


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FONTE di ARETUSA,Sorgente di acque dolci che sgorga vicinissima al mare.Celebrata nell'antichità classica da Pindaro e Virgilio.

Città di NOTO, poco distante da Siracusa. In questa città barocca tutti gli edifici sono realizzati con la pietra locale di una splendida tonalità dorata...


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Bellissima la Sicilia...


« Ultima modifica: Febbraio 12, 2007, 01:05:49 da Amministratore » Loggato
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« Risposta #3 il: Giugno 30, 2006, 11:08:15 »

Sfogliando la ns rivista <u>Fossili & minerali </u> n. <b>1 </b> nell'articolo "<b>Tracce del passato</b>" di Bressan D., ho trovato riportato un brano di Senofane di Colofone (565-470 a.c.)che recita cos?:
<i>".....Sulla terra e sui monti si trovano conchiglie e si racconta che a Siracusa, <b>nelle Latomie</b>, siano state trovate impronte di pesci e di foche e nell'isola di Paro l'impronta di una foglia di alloro  nella pietra, e a Malta code di molte specie di animali marini</i>" (PINNA 1981)" ...

Allora non ci avevo fatto caso ,ora non me ne scorderò più....
« Ultima modifica: Febbraio 13, 2007, 23:26:14 da Albertina » Loggato
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« Risposta #4 il: Maggio 16, 2008, 00:49:46 »

"Le arenarie sono costituite da sabbie siliceee (quarzo-feldspati-mica-calcite)+ un cemento molto fine che può essere di natura silicea, argilloso,calcareo o gessoso o più frequentemente misto."
I clasti possono essere anche calcarei e il cemento argilloso non esiste

Il macigno correntemente parlando è arenaria, geologicamente parlando (Formazione del macigno) è una torbidite in cui l'arenaria costituisce solo alcuni intervalli dei cinque presenti nelle torbiditi, gli alri sono peliti. In sostanza si tratta di un'alternanza di livelli arenacei e livelli pelitici
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« Risposta #5 il: Maggio 20, 2008, 17:02:22 »

fedri,
i tuoi appunti sono certamente giusti,
ma ho l'impressione che se magari fossero espressi in modo un poco più garbato sarebbe più corretto, anche in considerazione di chi si è preso la briga di fare una bella scheda con ottime immagini e testi ben fatti...

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« Risposta #6 il: Maggio 20, 2008, 18:28:36 »

"Le arenarie sono costituite da sabbie siliceee (quarzo-feldspati-mica-calcite)+ un cemento molto fine che può essere di natura silicea, argilloso,calcareo o gessoso o più frequentemente misto."
I clasti possono essere anche calcarei e il cemento argilloso non esiste

Il macigno correntemente parlando è arenaria, geologicamente parlando (Formazione del macigno) è una torbidite in cui l'arenaria costituisce solo alcuni intervalli dei cinque presenti nelle torbiditi, gli alri sono peliti. In sostanza si tratta di un'alternanza di livelli arenacei e livelli pelitici
Aggioungo il primo livello grossolano della serie torbiditica costituito, spesso , da brecciola che è presente anche nella formazione del Macigno toscano.
Giusto per essere precisi.
:-)
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