in effetti avrei anch'io qualche perplessità sull'uso della soda caustica, forse funziona come la potassa...
A dire la verità anche la potassa mi sembrava un po' troppo "dura" per i fossili, ma ho cambiato idea... ci ho provato con alcuni echinidi in matrice calcareo-marnosa; un caso disperato, non riuscivo a ripulirli neanche con le bombe a mano...

la tecnica è descritta qui:
http://www.echinologia.com/articles/potasse/potasse.htmriassumo per i non francofoni
inumidire il fossile, piazzarci sopra qualche scaglia di potassa e aspettare con pazienza finché le scaglie non si sciolgono (può volerci anche un'oretta), sciacquare. eventualmente ripetere più volte
precauzioni: l'idrossido di potassio è da usare con molta prudenza, come la soda caustica può provocare gravi ustioni e reagisce violentemente con l'acqua...
http://www.cdc.gov/niosh/ipcsnitl/nitl0357.htmlquindi è necessario proteggersi con abiti e guanti robusti (nell'articolo si parla di lattice, ma consiglierei quelli in nitrile, alla peggio un buon vecchio paio di guanti per pulizie); altra cosa importante è non utilizzare utensili metallici: Io ho lavorato mettendo i fossili in una ciotola di plastica resistente e maneggiato le scaglie usando una pinzetta di plastica. Infine, dritta di un mio amico: invece di sciacquare direttamente è più prudente neutralizzare la potassa (che è estremamente basica) immergendo il fossile in una soluzione di acida. In laboratorio si usa l'acido acetico diluito, a casa può andare bene acqua e aceto.
La tecnica può andare bene anche per "ammorbidire" la matrice facilitandone la rimozione meccanica (con vibroincisori, bisturi scalpelli ecc...)