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Autore Topic: Reattivita e metabolismo dei varani  (Letto 1321 volte) Bookmark and Share
Foxil Hunter
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« il: Novembre 22, 2004, 19:12:32 »

Salve cercavo un?aiuto da parte di paleontologi, erpetologi, biologi, naturalisti e chiunque mi sia d?aiuto.
Recentemente ho visto un documentario del NG in cui c?era il dottor Brady Barr che voleva dimostrare la reattivit? dei varani al mattino e al pomeriggio. Mi spiego meglio. Se la temperatura del corpo potesse influire sul fatto di correre dietro le prede.
Essendo animali a sangue freddo si pensava che al mattino dovessero correre pi? lentamente o non correre affatto, dato che il sole non aveva ancora scaldato il loro corpo.
Allora che ha fatto (qui st? la cosa geniale): ha preso dei varani e si ? messo a correre trascinando dei pezzi di gazzella lungo una pista improvvisata di lunghezza nota. Ha quindi misurato il tempo impiegato a compiere il tragitto e facendo s/t ha visto che la temperatura non influiva. Stesse velocit? al mattino e a mezzogiorno (mi pare 25 km/h). Si potrebbero dunque fare delle ipotesi a favore della teoria dei dinosauri a sangue caldo o quanto meno della loro reattivit? indipendente dalla temperatura. Conoscete per caso dove poter scaricare un articolo simile o dove se ne parla in generale?
Sentitamente ringrazio

 
« Ultima modifica: Dicembre 27, 2007, 14:59:59 da David » Loggato
Aladar83
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« Risposta #1 il: Novembre 23, 2004, 11:53:50 »

Io ho letto qualche tempo fa su internet che si ipotizzava addirittura che i varani di Komodo fossero a sangue caldo. Potrebbe trattarsi della notizia che cerchi. Se mi dai un p? di tempo pu? darsi che la trovo. Ti far? sapere.

"Something has survived"
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"Something has survived"
Aladar83
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« Risposta #2 il: Novembre 23, 2004, 12:07:56 »

Nel crecare la notizia di cui ti parlavo, e che non ho trovato, sono riuscito a trovare, sorprendentemente, una notizia che risale addirittura al luglio del 1993!! Te ne riporto l'articolo per intero.

Varani, sangue caldo. Una sorpresa per lo zoologo
Autore: BENEDETTI GIUSTO

POCHI animali al mondo abbiano il potere di colpire la fantasia quanto il Drago di Komodo. Per il nome innanzitutto, che evoca immagini mitiche sepolte nell'inconscio collettivo di quasi tutta l'umanit?. Poi per il luogo in cui vive: una sperduta isoletta nel Mar della Sonda che, se da un lato fa pensare a quei terribili film di fantascienza giapponesi che tanto andavano di moda negli Anni 50-60, non manca certo, dall'altro, di una sua innegabile suggestione esotico-avventurosa. Infine per il fatto che, comunque, il Drago di Komodo resta pur sempre la pi? grossa lucertola oggi esistente. E quando si dice ?grossa?, lo si dice per davvero: un esemplare adulto supera i 3 metri e mezzo di lunghezza e sfiora i 150 chilogrammi di peso. Questo non ne fa sicuramente il gigante tra i rettili (parecchie specie di coccodrilli superano i 7 metri, e i grandi pitoni asiatici arrivano ai 10), ma ne fa comunque una bestia che non passa certo inosservata. Eppure, sino all'inizio del nostro secolo, gli zoologi non ne seppero nulla. Esistevano - ? vero - le consuete dicerie degli indigeni: l'isola di Komodo era accuratamente evitata dai marinai e dai pescatori di Flores e di Sumbawa perch?, a loro dire, era abitata dal ?boeaaja darat? (= ?coccodrillo di terra?), terribile e gigantesco animale simile a un drago, che non esitava ad aggredire gli uomini e a divorarli in un sol boccone; ma chi poteva dar credito alle superstizioni dei selvaggi? Ancora una volta, tuttavia, i presunti selvaggi dimostrarono di saperla lunga, e quando Ouwens, direttore dell'Orto Botanico di Buitenzorg (Giava), esplor? l'isola di Komodo nel 1912, ebbe modo di constatare che i ?draghi? esistevano davvero, di studiare questa nuova specie, di battezzarla Varanus komodoensis e di catturarne quattro esemplari che furono portati vivi a Buitenzorg. Inutile dire che la cosa suscit? enorme interesse nel mondo scientifico, tant'? vero che nel 1926 il Museo di Storia Naturale di New York organizz? una spedizione con lo scopo di studiare il grande varano nel suo ambiente e di catturarne alcuni esemplari. I due esemplari che giunsero vivi negli Stati Uniti e che furono alloggiati allo Zoo del Bronx divennero rapidamente la principale attrazione del parco, e la voce popolare non tard? a definirli come ?gli ultimi dinosauri?. Il paragone faceva (e fa tuttora) rabbrividire gli zoologi: essi sanno bene che i varani non hanno nulla da spartire con i dinosauri, se non il fatto di appartenere entrambi alla classe dei rettili; un varano, in altre parole, non ? pi? simile a un dinosauro di quanto uno scoiattolo lo sia a un mammouth. Eppure... anche in questo caso la voce popolare si ? dimostrata in qualche modo profetica. Tutti sanno ormai che ? in atto un processo di riabilitazione dei dinosauri, o almeno di una gran parte di essi: non pi? creature goffe, lente e stupide come si pensava fino a qualche anno fa ma, al contrario, animali assai dinamici e con un metabolismo piuttosto vivace, non dissimile da quello dei mammiferi. Un metabolismo altrettanto vivace caratterizza anche il Drago di Komodo; in condizioni normali, il suo comportamento non ? diverso da quello di tutti gli altri rettili, che alternano movimenti lenti e pigri a lunghi periodi di immobilit?. Ma quando passa all'azione, il nostro varano ? capace di prestazioni sorprendenti: le sue prede di elezione sono i cervi porcini che, da bravi cervi, non si lasciano catturare con tanta facilit? e costringono il varano a corse e inseguimenti che sarebbero impossibili per qualsiasi altro sauro. La cosa ha incuriosito una equipe di ricercatori giapponesi, che ha recentemente condotto alcune ricerche in merito e ha scoperto come il sangue del Drago di Komodo riesca ad arricchirsi di ossigeno in misura decisamente notevole. In condizioni di riposo la quantit? di ossigeno imprigionata dalla sua emoglobina ? pari a quella degli altri sauri: circa la met? rispetto a quella presente nel sangue dei mammiferi; ma all'atto della caccia il livello di ossigeno sale a valori addirittura superiori a quelli riscontrabili nell'organismo umano. Un alto livello di ossigeno nel sangue significa elevata attivit? metabolica, e un'elevata attivit? metabolica significa produzione di calore: il Drago di Komodo, in altre parole, sembra essere in grado di realizzare una condizione di omeotermia, al pari degli uccelli e dei mammiferi. La scoperta pu? apparire sorprendente, ma non lo ? poi tanto; ? vero che siamo abituati a considerare i rettili come animali ?a sangue freddo?, ma ? anche vero che una certa qual forma di omeotermia era gi? stata rilevata da tempo nei grandi pitoni: allo Zoo di Parigi si era scoperto, fin dal 1841, che, quando le femmine si acciambellano sulle uova per covarle, la temperatura tra le spire supera di 6-7 gradi quella ambientale. In effetti, la parentela tra varani e serpenti ? piuttosto stretta, pi? stretta di quella esistente tra i varani e le altre lucertole. Lo dimostrano i dati paleontologici, lo dimostrano numerose particolarit? anatomiche, lo hanno dimostrato di recente alcune particolarit? biochimiche: per esempio la sequenza di aminoacidi nell'emoglobina dei varani, e del Varano di Komodo in particolare, ? straordinariamente simile a quella riscontrata nei pitoni e nei boa. Giusto Benedetti




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« Risposta #3 il: Dicembre 07, 2004, 19:30:53 »

anche se in ritardo volevo ringraziare Aladar83 per l'informazione

 
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