Eremita
Molecola Inorganica
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« il: Dicembre 27, 2004, 15:31:32 » |
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Volevo chiedere a qualche esperto di paleontologia o anche geologia se le datazioni dei fossili e dei dinosauri possano essere errate* Ho visto che alcune impronte di dinosauro sono ancora perfettamente visibili in luoghi esposti agli agenti atmosferici, come spiagge, corsi d'acqua, pianure ecc. Allora mi chiedo, come tutto questo potrebbe essere giunto a noi cos? ben conservato, dopo 70 milioni di anni?
Modificato da - Eremita il 27 Dec 2004 17:43:48
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David
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« Risposta #1 il: Dicembre 27, 2004, 18:20:01 » |
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Esistono due metodi nella geologia/paleontologia (ed in fondo anche nella archeologia)per datare, od piu precisamente per definire l`eta di formazione di un sedimento. La datazione relativa si basa sul utilizzo dei fossili guida (la cui distribuzione nello spazio ? vasta, pero la distribuzione nel tempo limitata - metodo paleontologico)ed la successione delle litologie, che permette di datare una roccia in relazione ad altre rocce. Cioe un strato che sovrappone un altro deve essere piu giovane (metodo stratigrafico). Il secondo invece, usa metodi chimici od fisici (elementi radioattivi contenuti in alcune rocce) per determinare con un assoluta precisione l`eta di un reperto. -Paleomagnetismo: le variazione del campo magnetico nel tempo della terra possono essere misurate in minerali magnetici del sedimento, si correla con un profilo gia datat -Datazione assoluta (s.s.). i elementi radioattivi presenti nel sedimento vengono misurati, dalla loro relazione si puo determinare l `eta con abbastanza sicurezza (da 100anni col Carbonio14 a 1.000.000 col Uranio, rubidio etc., pero in termi geologici ed piu che sufficiente) Ogni misurazione ha i suoi limiti od difetti (per esempio se il materiale ? stato "inquinato" da altri elemti radioattivi od materiale recente, se il laboratorio lavora bene  ), pero per questo un eta viene data sempre con un margine di errore (15.000a +-100). Spesso per datare un reperto ci si usa pi? di un metodo, cosi si puo essere relativamente certo di una eta. Ed per la conservazione, molte impronte vengono protette da un strato sovraposto, in quel momento dove viene rimosso o da un paleontologo o dai agenti atmosferici, anche le impronte col passare del tempo vengono distrutte. Ma se si tratta di una roccia resistente (p.e. calcare) puo durare anni - milleni... Ed poi esistono impronte fossili molto piu vecchie di quelle lasciate dai dinosauri, impronte di vermi od perfino di goccie di pioggia di piu di 500 millioni di anni. Ma non ci si deve dimenticare, che probabilmente di 99% degli esseri viventi che abitavano la terra non sapremo mai niente, dato che non ci hanno lasciato impronte o i loro fossili sono andati distrutti...
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fred
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« Risposta #2 il: Dicembre 28, 2004, 00:50:34 » |
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Eremita
Molecola Inorganica
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« Risposta #3 il: Dicembre 29, 2004, 22:02:40 » |
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Quello a cui mi riferivo, in effetti erano impronte di dinosauro che ho visto su degli scogli (lastroni) credo calcarei in riva al mare, se ricordo bene in Croazia* Non riesco a capire come possano essere ancora l?, ben visibili dopo milioni di anni* Per non parlare delle impronte di dinosauri sul fondo del Paluxy River in Texas, quindi nei periodi alluvionali situate sott'acqua! Grazie per le risposte e per i link*
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David
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« Risposta #4 il: Dicembre 30, 2004, 12:29:32 » |
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Un fossile non ? l`animale morto in quel punto esatto, cioe sulla superficie attuale, senno come potrebbe finire una conchiglia sulla cima di una montagna. Un individuo o una traccia viene inglobata nel sedimento, e puo essere "trasportato" dalla tettonica per migliaia di metri. Il sedimento stesso puo raggiungere valori straordinare, in Spagnia nel bacino dei Pirenei una sola formazione puo raggiungere piu di mille metri. I fossili in essa contenuti vengono preparati fuori dal erosione, che a se puo durare gia millioni di anni. L`erosione puo essere attiva solo in quel momento se la roccia sta sopra la linea di equilibrio tra erosione ed sedimentazione (nel senso che in un bacino non verra trasportato altrove).
Poi assumendo che il fossile si trova in superficie durera alcuni decenni fino a secoli finche verra distrutto, nel cui tempo puo essere scoperto e conservato. I reperti vengono trasportati in musei o protetti con tetti per conservarli (si pensi al National Dinosaur Monument in Utah, dove l?intera cava ? stato "inglobata" in un museo). L?agente piu pericoloso per una roccia ? sicuramente l`acqua, sia per erosione meccanica che chimica, cosi se questa manca anche l`erosione diminuisce (si pensi ai fossili nel deserto). Poi spesso il fossile a se ? piu duro della roccia che lo ingloba.
Per i fossili nel texas, hanno ? come problemi con l`erosione nel letto del fiume. Per questo o prendere dei calchi delle impronte, rimuoverle, o lasciare le impronte ancora inglobate nel sedimento, ? liberarle solo nel momento dello studio.
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Eremita
Molecola Inorganica
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« Risposta #5 il: Dicembre 30, 2004, 19:36:17 » |
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Per i fossili siamo d'accordo, la tua esposozione ? chiara, ma per le impronte? Come possono essere ancora li nel letto di un fiume, ancora ben visibili e in rilievo dopo milioni di anni? Questo non riesco proprio capirlo*
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Foxil Hunter
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« Risposta #6 il: Dicembre 31, 2004, 00:22:44 » |
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Sicuro che erano le impronte in croazia e non nei frangiflutti del porto di mattinata? sarei interessato a foto o disegni delle stesse. Se vuoi ti consiglio di leggerti il libro di lockley - sulle tracce dei dinosauri della bollati boringhieri,al discorso della compattazione e della esposizione delle impronte sono dedicati molti capitoli. Se poi vuoi altre delucidazioni da una mente excelsa vai a trovare qualche famoso icnologo e specialista di ammoniti a roma e ne parli con lui.
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David
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« Risposta #7 il: Dicembre 31, 2004, 13:18:24 » |
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Parlo di fossili, ma intendo anche tracce. Naturalmente lo studio delle tracce fossili ? una scienza per se (icnologia),di cui esiste perfino un giornale specializzato. Per la croazia ed dintorni di Trieste esiste "Natura nascosta" ( http://www.museomonfalcone.it/), con tanto di icnografie di tracce. Un esempio come una traccia fossile puo arrivare ai tempi nostri. 210 millioni di anni fa una mandria di dinosauri attraversa una piana tidale durante la bassa marea. Restano le impronte nel fango ancora bagnato. Sotto il caldo sole giurassico il fango si secca, il fine limo calcaree ed il muco delle colonie di alge si indurisce. Arriva lentamente l`alta marea, che trasporta con se altro fango, che si deposita piu facilmente nella cavita dell`impronta, dove l`acqua stagnia. L?impronta viene riempita, forse non del tutto dalla prima mareea, ma altre due o tre, ed l?impronta ? sparita sotto il sedimento. Passa il tempo, il bacino lentamente in migliaia di anni sprofonda ed viene riempito pazientamente dalle maree con centinaia di metri di sedimento. La tettonica diminuisce, per millioni di anni la impronta resta laggiu, finche 25 millioni di anni fa l`africa comincia a spingere verso l?europa, ed ad alzare il fondale marino, passano 23 millioni di anni, il calcaree, che un tempo fu una spiaggia lentamente ? stato spinto sopra il livello del mare, ora l?acqua piovana puo scogliere il calcaree, al ritmo di millimetri per migliaia di anni. 10.000 anni fa le impronte , ancora nascoste nella pietra si trovano sopra al livello marino, ma soltanto dopo 9.000 anni l`erosione raggiunge il livello dove si trovano. Il strato con le impronte ? sulla superficie pi? duro, per questo viene prima eroso il materiale soprastante. Escono lentamente le impronte. Col passare del tempo quelle gia estratte veranno distrutte,anche perche vicine alla costa, ed esposte alla erosione meccanica delle onde, pero escono sempre ancora delle nuove, fresce dalla roccia. Quelle protette dalle onde erodono piu lentamente. Forse qualcuno le vede, piccole fosse, stranamente simmetriche ed in una linea piu o meno diritta, ed capira di cosa si tratta... http://dml.cmnh.org/ (Newsletter sui dinosauri) www.geology.pitt.edu/ GeoSites/fossils.htm (icnofossili del ingilterra in stampe storiche)
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fred
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« Risposta #8 il: Dicembre 31, 2004, 14:44:05 » |
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Eremita
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« Risposta #9 il: Dicembre 31, 2004, 20:09:20 » |
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Grazie a tutti per le risposte, in special modo a trilobit (e fred) anche per gli stupendi link che mi ha dato* Non sono un gran conoscitore come voi, di paleontologia, ma ? cmq una disciplina di enorme fascino ed interesse* Aprrofondir?* Buon anno a tutti
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« Risposta #10 il: Febbraio 21, 2005, 23:03:54 » |
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Immagine inviata da Fred
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Normanno
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« Risposta #11 il: Febbraio 22, 2005, 01:40:52 » |
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A differenza dei "body fossils", le tracce fossili sono sempre autoctone, perch? quando sono alloctone si vede subito (cio? i segni del trasporto su una traccia sono estremamente evidenti). Per? dobbiamo ricordare che quello che delle tracce vediamo non ? l'impronta sul camminamento, cio? non ? lo strato su cui realmente camminavano gli animali, bens? l'impronta su strati pi? profondi, che vengono comunque deformati dal passaggio degli animali.
Le impronte di dinosauri di cui parlate dovrebbero essere in Croazia credo, e nel Museo di Monfalcone c'? quello che secondo me ? il pi? grande esperto di dinosauri in Italia (nonch? mio grande amico) Fabio Dalla Vecchia che ha studiato molte delle faune a dinosauri dell'Istria e dell'Italia; in pi? ? anche un grandissimo paleoicnologo (scuola di Leonardi, vedete voi...).
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niccosan
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« Risposta #12 il: Febbraio 23, 2005, 17:54:26 » |
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citazione:
A differenza dei "body fossils", le tracce fossili sono sempre autoctone, perch? quando sono alloctone si vede subito (cio? i segni del trasporto su una traccia sono estremamente evidenti). Per? dobbiamo ricordare che quello che delle tracce vediamo non ? l'impronta sul camminamento, cio? non ? lo strato su cui realmente camminavano gli animali, bens? l'impronta su strati pi? profondi, che vengono comunque deformati dal passaggio degli animali.
Le impronte di dinosauri di cui parlate dovrebbero essere in Croazia credo, e nel Museo di Monfalcone c'? quello che secondo me ? il pi? grande esperto di dinosauri in Italia (nonch? mio grande amico) Fabio Dalla Vecchia che ha studiato molte delle faune a dinosauri dell'Istria e dell'Italia; in pi? ? anche un grandissimo paleoicnologo (scuola di Leonardi, vedete voi...).
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David
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« Risposta #13 il: Febbraio 25, 2005, 19:06:22 » |
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citazione:
A differenza dei "body fossils", le tracce fossili sono sempre autoctone, perch? quando sono alloctone si vede subito (cio? i segni del trasporto su una traccia sono estremamente evidenti).
Ma come pu? essere una traccia trasportata?, il rischio di distruzione di un sedimento mollo sara pi? grande di tipo un osso.
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Eremita
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« Risposta #14 il: Marzo 25, 2005, 10:01:08 » |
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Vorrei fare un'altra domanda. tempo fa vidi su un libro una foto di rocce stratificate (sedimentate) attraverso milioni di anni (cos? era riportato almeno), ma attraverso quelgli stessi stati geologici appariva una lunga radice fossilizzata che li attraversava praticamente tutti. Ora mi chiedo come sia possibile a meno di non pensare che una volta esistessero piante cos? longeve(!), che questa radice si trovi in tutti quegli strati.
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amaltheus
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« Risposta #15 il: Marzo 25, 2005, 10:44:58 » |
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Ciao Eremita, senza avere una visione della foto si pu? dire ben poco...
Non credo comunque che vi siano piante che possano superare i 2000 ? 2500 anni...e comunque sia, se dotate di un grosso apparato radicale, questo si pu? benissimo infilare in fratture che attraversano rocce di et? diverse e poi, in seguito, fossilizzarsi in posto. Quindi quando poi si trova questa radice fossile non significa che la pianta ha vissuto per tutti i milioni di anni durante i quali si sono succeduti tutti qei sedimenti..
marco
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Eremita
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« Risposta #16 il: Marzo 25, 2005, 10:59:52 » |
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Hai ragione se possibile vedr? di farla apparire sul forum. Se ricordo bene quella radice avrebbe dovuto essere solidale con quegli strati quindi coeva.
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« Ultima modifica: Marzo 25, 2005, 15:27:31 da Eremita »
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Eremita
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« Risposta #17 il: Marzo 25, 2005, 15:37:25 » |
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Ecco l'immagine della radice. Immagine: 34,59?KB
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« Ultima modifica: Marzo 25, 2005, 15:52:20 da Eremita »
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Eremita
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« Risposta #18 il: Marzo 25, 2005, 15:53:58 » |
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Avete sentito l'ultima del TRex fossilizzato in cui i tessuti ossei interni sono perfettamente conservati tanto da essere ancora molli, con vene, fibre nervose ecc.? Come pu? essersi conservato cos? bene per 70 milioni di anni?
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Rham
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« Risposta #19 il: Marzo 25, 2005, 16:20:35 » |
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L' ho sentita: sarebbe una scoperta importantissima :non credo per?, che sebbene ci siano le vene e le fibre nervose fossilizzate , siano ancora "molli". Non vedo l' ora di vedere un' immagine , con la speranza che la stampa non abbia esagerato.
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