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Autore Topic: PALEONTOLOGIA: MARE DEL NORD GIGANTESCA TOMBA MAMMUT / ANSA  (Letto 582 volte) Bookmark and Share
niccosan
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« il: Luglio 15, 2009, 05:10:16 »

(di Mattia Bernardo Bagnoli). (ANSA) - LONDRA, 14 LUG - I fondali del mare del Nord sono in realta' un immenso cimitero di mammut e altre creature preistoriche. E da anni i pescatori olandesi, insieme a sogliole e merluzzi, tirano a bordo zanne, denti, femori fossilizzati, nonche' manufatti creati dai nostri progenitori. Un vero e proprio tesoro. Che spesso e volentieri finisce nelle mani di collezionisti privati attraverso il mare magnum di internet. Un gruppo di paleontologi ex pescatori si e' pero' coalizzato per far conoscere e salvare questo immenso patrimonio. Il fatto e' che il braccio di mare che separa la Gran Bretagna dai Paesi Bassi e dalla Danimarca era terra emersa fino a non piu' di 7.500 anni fa. E a giudicare dai ritrovamenti era una specie di paradiso terrestre per le specie tipiche dell'epoca glaciale. ''Un Serengeti con addosso la coperta'', dice all'Independent Dick Mol, uno dei pescatori-paleontologi che ha messo in piedi il network salva cimitero perduto. Vero e proprio centro nevralgico dell'intera operazione e' il capannone di Urk, dove Mol e gli altri accumulano i reperti recuperati dai pescatori olandesi. ''Ho fatto il pescatore per 17 anni'', racconta Albert Hoekman, il responsabile del capannone di Urk, ''e c'e' stato un tempo in cui ributtavamo in mare tutti i reperti che trovavamo nelle reti. Non avevamo idea di che cosa fossero''. Oggi Albert fa la spola una volta alla settimana tra i pescatori che rientrano dalla battuta di pesca. E si assicura che i pezzi piu' interessanti siano messi da parte perche' vengano esaminati dagli esperti. Il resto prende la strada di internet o dei collezionisti privati. Il suo e' un contributo non irrilevante visto che negli ultimi anni i fossili del mare del Nord si sono dimostrati fondamentali per l'avanzamento delle nostre conoscenze del mondo preistorico. ''Un femore recuperato l'anno passato ha provato che una gigantesca tigre dai denti a sciabola viveva in queste zone circa un milione di anni fa. Molto piu' a nord di quanto si pensasse'', scrive l'Independent. Ancora. ''I frammenti del cranio di un uomo di Neanderthal dimostrano che i nostri enigmatici cugini erano qui attivi circa 60mila anni fa e decine di manufatti suggeriscono che le misteriose popolazioni del Mesolitico avevano impiantato nel centro del mare del Nord molti villaggi''. Il rinnovato interesse per questo mondo perduto ha prodotto anche un libro - che ha ribattezzato l'area con il nome di Doggerland. Europe's Lost World, scritto da un team dell'universita' di Birmingham, mostra infatti i confini di quest'area un tempo abitata e grande come il Regno Unito. Il cimitero dei fossili pare pero' minacciato da una direttiva del'Unione Europea disegnata per mettere fine alla distruzione dei fondali marini, piagati sempre di piu' dalla pesca a strascico. Al posto delle reti, dunque, in futuro potrebbero essere impiegati degli impulsi radio per stanare le sogliole che si nascondono sul fondo. Senza le reti, pero', addio ai fossili. ''Spero - dice Mol - che il governo olandese mantenga in attivita' qualche vecchio peschereccio per scopi scientifici. Quanti fossili ci sono ancora laggiu'? Io dico milioni''. (ANSA). Z08-GU

fonte: http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20090714182934914498.html
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fedri
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« Risposta #1 il: Luglio 15, 2009, 21:55:55 »

Mi ricordo anche un interessante (interessante è pleonastico quando si parla degli Angela) servizio di Alberto Angela che era andato a bordo di una nave che dragava il fondo del mare del Nord. Una pesca davvero miracolosa: pensate che con questo metodo in Olanda l'università ha trovato migliaia e migliaia di resti di mammuth e non solo. Questi resti sono stati trovati estraendo del sedimento abbastanza a caso (anche se forse è possibile rendere tali ricerche un po' più mirate). Ma ci pensate a cosa non sarebbe possibile trovarci se non ci fosse stato il mare?
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francomete
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« Risposta #2 il: Luglio 15, 2009, 22:22:25 »

Forse si sono mantenuti proprio perchè è stato tutto ricoperto dal mare, altrimenti si sarebbe polverizzato tutto.
I ritrovamenti si fanno in tutto il mare del nord, ma in particolare al largo di Leida (NL) da dove il giovine Angela ha fatto il servizio.
Come si diceva in altra sezione, ormai i pescatori hanno abbandonato i pinnuti e pescano solo ossi di mammuth, molto più redditizi evidentemente.
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fedri
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« Risposta #3 il: Luglio 15, 2009, 23:03:37 »

Sì, senza dubbio se non vi fosse il mare l'erosione avrebbe almeno in parte asportato i sedimenti villafranchiani. Però per aver rinvenuto migliaia e migliaia di resti è necessaria una concentrazione veramente eccezionale!
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darwin60
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« Risposta #4 il: Luglio 16, 2009, 11:03:03 »

fedri, questo dipende soprattutto dalla velocità a cui il mare è avanzato.
E questo era successo prima di 7500 anni fa, circa 12.000, ai tempi dell'evento di Bolling-Alderod.
Può darsi addirittura che i mari siano saliti al ritmo di qualche centimetro all'anno. Chissà, forse i vegetali in distruzione avranno istaurato un regime anossico che ha permesso la conservazione dei fossili?
 Tra 18 e 12 mila anni AC le condizioni sono state estremamente variabili, ma nel 12000 AC la temperatura nell'area era addirittura più alta di adesso e sembra che questa, oltre alla caccia, sia la motivazione principale della grande estinzione di mammut rinoceronti lanuti etc etc
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le sabbie del tempo sono erose dal fiume del continuo cambiamento
Per riabilitare Galileo Galilei ci sono voluti 359 anni, 4 mesi e 9 giorni. Adesso dopo 150 anni di dura lotta riusciranno a condannare Darwin?
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