In uno studio scientifico, primo del suo genere, si analizza in modo quantitativo l’andamento delle dimensioni dei mammiferi, a partire dall’epoca in cui la scomparsa dei dinosauri li lasciò padroni incontrastati del pianeta.
I ricercatori, coordinati da Felisa Smith (University of New Mexico), hanno raccolto in ogni continente dati e informazioni riguardanti fossili di mammiferi vissuti dopo l’estinzione dei dinosauri. Si è potuto così ricostruire la dimensione di ciascun mammifero osservando le dimensioni dei denti fossili, se ben conservati.
I risultati di questo studio, pubblicato su “Science”, constatano una crescita progressiva davvero notevole: da un massimo di circa 10 kg. nel periodo in cui dovevano condividere la terra con i dinosauri, in seguito i mammiferi raggiunsero un massimo di 17 tonnellate con l’Indricotherium transouralicum,un rinoceronte senza corno, alto quasi cinque metri e vissuto tra l’Europa e l’Asia 34 milioni di anni fa.
Dopo la crescita iniziale quasi esponenziale, però, circa 40 milioni di anni fa le dimensioni massime hanno iniziato a stabilizzarsi in ogni continente e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Il fatto che l’andamento si sia riscontrato ovunque dimostra che i mammiferi possedevano una grande capacità di adattamento e di diversificazione, riuscendo ad occupare tutte le nicchie ecologiche disponibili.
Sicuramente anche le condizioni climatiche e ambientali hanno influito in modo determinante sulle dimensioni massime di ogni specie.
http://www.ilnord.com/2011/01/23/i-dinosauri-lasciarono-il-posto-a-mammiferi-giganteschi-ridimensionati-nel-tempo/