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Molecola Organica

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« il: Marzo 16, 2011, 21:02:18 » |
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Salve a tutti voi, volevo sapere se potete darmi qualche consiglio sulla conservazione del legno fossile e della lignite.Vi posso dire che ne ho provate un poche con scarsi risultati. Su un campione di lignite ho provato con il vinavil diluito con l'acqua ma a distanza di mesi inizia a fessurarsi e infine a sgretolarsi fino a ridursi in polvere (forse non penetra in profondità come voluto ).Su un secondo campione ho provato con una resina opaca ( ora non ricordo il nome ) ma in questo caso la resina ha fatto il suo lavoro di consolidante ma la parte superficiale del pezzo si è rialzata di circa 4 mm rovinando l'impronta della corteccia. Con il paraloid non ho provato anche perchè non saprei come procurarmelo. Consigliatemi qualcosa.
P.S. I pezzi in questione sono del Miocene Allego un paio di foto dei pezzi in questione
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clap
Molecola Organica

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« Risposta #1 il: Marzo 16, 2011, 21:04:10 » |
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Dimenticavo le foto
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Molecola Organica

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« Risposta #2 il: Marzo 16, 2011, 21:05:37 » |
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clap
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« Risposta #3 il: Marzo 16, 2011, 21:07:22 » |
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Prejott
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« Risposta #4 il: Marzo 16, 2011, 21:21:08 » |
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il paraloid lo trovi in vendita on line su diversi siti che trattano materiale da restauro, ricordo di averne visto sicuramente uno a Roma e uno a Milano. ho semplicemente cercato paraloid con google.
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giorgio
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« Risposta #5 il: Marzo 17, 2011, 11:32:59 » |
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Anche in diversi colorifici, lo usano proprio per restaurare il legno! Meglio però quello granulare poi da sciogliere in acetone in proprio, almeno sei sicuro che è solo Paraloid e non contiene altre sostanze coloranti o vari altri composti.
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Prejott
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« Risposta #6 il: Marzo 17, 2011, 12:06:57 » |
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si, si, io parlavo di quello in granuli....quell'altro mi pare tra l'altro che costi una paccata in più....
Poi, forse è una cosa un po' da megalomane e non adatta al tuo caso, ma io mi sto facendo fare dei preventivi da qualche carpentiere per preparare delle teche stagne con atmosfera modificata(azoto) per conservare quei reperti a pericolo ossidazione e disgregamento tipo roba piritizzata, molto organica o anche per le ambre. Poi se si faranno o no dipenderà dalla cifre che mi sparano. Nel caso vi saprò dire. ciao!
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michele 1937
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« Risposta #7 il: Marzo 17, 2011, 12:11:10 » |
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Consaervazione legni consigliatomi da un museo e messo in pratica. Compra in farmacia del Polietilenglicole 4000 scaglie e fai una miscela con 2/3 acqua e 1/3 di Polieti.... Risultato ottimo. Ciao Michele
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michele 1937
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« Risposta #8 il: Marzo 17, 2011, 12:14:04 » |
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dimenticavo metti il tuo legno a bagno per 4/5 giorni
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Prejott
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« Risposta #9 il: Marzo 17, 2011, 15:02:16 » |
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mi preoccupa un po' il bagno in acqua....tendenzialmente l'acqua sarebbe da eliminare, o sbaglio?
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michele 1937
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« Risposta #10 il: Marzo 17, 2011, 18:33:25 » |
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non preoccuparti gia utilizzato il metodo e da ottimi risultati sperimentato su legni e pigne del Messiniano buon lavoro Michele
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smilo
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« Risposta #11 il: Marzo 23, 2011, 09:05:39 » |
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mi preoccupa un po' il bagno in acqua....tendenzialmente l'acqua sarebbe da eliminare, o sbaglio?
dunque... facciamo un po' di chiarezza: avete ragione un po' tutti, cosa fare dipende da quello che hai. se hai legni "umidi" e piuttosto recenti vanno bene il PEG o prodotti simili, guarda per esempio anche qui http://www.ctseurope.com/dettaglionews.asp?id=6ma se hai ligniti con tracce evidenti di solfuri (soprattutto alterati) concordo con Prejott: scappa da qualsiasi cosa sembri anche solo lontanamente acqua e buttati sul paraloid B72 diluito in acetone o butilacetato. Poi però la conservazione preventiva (bassa umidità relativa) è d'obbligo... e anche qui ha ragione Prejott, ma più che l'azoto io sapevo di altri tipi di conservazione anossica, tipo gli RP-System della Mitsubishi Gas Chmical http://www.conservation-by-design.co.uk/productlist-oxyfree.htmlCommento: sono costosi e di tipo professionale: vale davvero la pena di investire? oddio c'è qualcuno che spende miliardi per comprare la monna lisa... ma forse ottieni un risultato apprezzabile mettendo i fossili sotto vuoto oppure in contenitori di polietilene tipo quelli da freezer e aggiungendo nei sacchetti degli assorbitori di umidità (gel di silice).
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Prejott
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« Risposta #12 il: Marzo 23, 2011, 12:53:48 » |
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Si, il mio problema è che devo mettere al sicuro una lastra di crinoidi di Holzmaden abbastanza grande che necessiterebbe di una sua teca personale.Stesso discorso per un'altro pezzo grandino di un'altro posto.Per le ambre era una cosa giusto così, già che ci siamo e se riesco a farla stare nel prezzo delle altre.Aspetto ancora i preventivi dai miei contatti carpentier/ferraioli.... l'azoto mi sembra l'alternativa anossica più economica e facilmente reperibile. per l'umido può andare bene un impregnazione con paraloid "a sasso caldo", in modo da ridurre ancora di più l'umidità? Poi comunque nella teca silica gel a manetta.
scusate....vi sto rubando il post... ciao!
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smilo
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« Risposta #13 il: Marzo 24, 2011, 08:57:12 » |
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Si, il mio problema è che devo mettere al sicuro una lastra di crinoidi di Holzmaden abbastanza grande che necessiterebbe di una sua teca personale.Stesso discorso per un'altro pezzo grandino di un'altro posto.Per le ambre era una cosa giusto così, già che ci siamo e se riesco a farla stare nel prezzo delle altre.Aspetto ancora i preventivi dai miei contatti carpentier/ferraioli.... l'azoto mi sembra l'alternativa anossica più economica e facilmente reperibile. per l'umido può andare bene un impregnazione con paraloid "a sasso caldo", in modo da ridurre ancora di più l'umidità? Poi comunque nella teca silica gel a manetta.
scusate....vi sto rubando il post... ciao!
domanda: come pensi di sostituire l'ossigeno con l'azoto all'inetrno della teca? ti rivolgi a qualcuno che opera nel settore e viene a casa tua a fare il lavoro? così per curiosità perché io l'unica cosa che conosco sono i "catafalchi" grandi e costosi che usano ad esempio per le fumigazioni dei libri antichi, vedi "sistema nitrex" nel catalogo di bresciani http://www.brescianisrl.it/newsite/ita/xprodotti.php?sub_content=6&hash=d44d1482345590f536fdf9201f8b6087 o quelli usati nell'industria alimentare...
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BOB
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« Risposta #14 il: Marzo 24, 2011, 09:53:04 » |
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Io con un pezzo analogo ho usato il paraloid risultato ottimo e duraturo Cesira Sicher lo vende poi basta diluirlo in acetone
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Prejott
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« Risposta #15 il: Marzo 24, 2011, 12:48:10 » |
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Le teche avrebbero 2 rubinetti, ingresso e uscita. Aspiro più aria possibile poi chiudo e apro l'ingresso dell'azoto,portando il tutto ad una leggera sovrapressione. La miscela di gas all'interno dovrebbe risultare così molto arricchita in azoto e impoverita in altro. certo, non riuscirò ad eliminare tutto l'ossigeno, ma una bella mazzata glie la si dà. Con l'attrezzatura della mia officina penso di riuscire a fare il tutto...poi, sto ancora cercando di capire cosa costerà il mestiere. ciao!
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cecco
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« Risposta #16 il: Marzo 24, 2011, 15:16:54 » |
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Le teche avrebbero 2 rubinetti, ingresso e uscita. Aspiro più aria possibile poi chiudo e apro l'ingresso dell'azoto,portando il tutto ad una leggera sovrapressione. La miscela di gas all'interno dovrebbe risultare così molto arricchita in azoto e impoverita in altro. certo, non riuscirò ad eliminare tutto l'ossigeno, ma una bella mazzata glie la si dà. Con l'attrezzatura della mia officina penso di riuscire a fare il tutto...poi, sto ancora cercando di capire cosa costerà il mestiere. ciao!
Solo x capire, delle teche anossiche x mantenere un pezzo di lignite e 2 legni  ,oppure la discussione si è orientata verso il post di Prejott (vedi lastra a crinoidi etc.). Xchè se riguarda la lignite e il legno mi sembra eccessivo, o no  , se invece riguarda la lastra vorrei sapere che cosa rischia all'aria, xchè mi interessa  grazie. Cecco
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Prejott
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« Risposta #17 il: Marzo 24, 2011, 19:41:44 » |
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si, purtroppo abbiamo rubato il post a clap....scusa....
La teca sarebbero per il mio crinoide. Trattasi del tipico fossile con ampia percentuale di pirite e\o marcasite instabile che con ossigeno, umidità, batteri ecc...ecc... tende a disgregarsi e a rovinare irrimediabilmente il pezzo. La lastra di cui parlo ha almeno 25 anni, e da una decina cerco di combattere contro l'alterazione dei solfuri. Se i tuoi crinoidi non sono piritizzati,il problema non si pone. ciao!
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cecco
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« Risposta #18 il: Marzo 24, 2011, 20:48:30 » |
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si, purtroppo abbiamo rubato il post a clap....scusa....
La teca sarebbero per il mio crinoide. Trattasi del tipico fossile con ampia percentuale di pirite e\o marcasite instabile che con ossigeno, umidità, batteri ecc...ecc... tende a disgregarsi e a rovinare irrimediabilmente il pezzo. La lastra di cui parlo ha almeno 25 anni, e da una decina cerco di combattere contro l'alterazione dei solfuri. Se i tuoi crinoidi non sono piritizzati,il problema non si pone. ciao!
Grazie Prejott, mi ero impensierito, certo con pirite o marcassite è un problema, infatti ho degli ammoniti piritizzati che purtroppo si ossidano, il consiglio di Nonno era di passarli con del dentifricio,cosa che ho fatto vedrò quanto si rallenta  . x il post rubato nessun problema, anche Clap avrà visto che qualche volta i post escono completamente dal contesto,ciao. Cecco.
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Molecola Organica

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« Risposta #19 il: Aprile 02, 2011, 19:59:20 » |
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Finalmente sono riuscito a trovare su ordinazione il Polietilenglicole 400 scaglie arriva la prossima settima.Speriamo bene.
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