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Autore Topic: domanda tecnica sui tufi  (Letto 576 volte) Bookmark and Share
antonio.ef
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« il: Agosto 12, 2011, 09:52:23 »

Ciao a tutti,

mi rivolgo soprattutto a chi si cimenta in restauri e consolidamenti di materiali.
Qualcuno di voi ha avuto a che fare con materiali tufacei?
Cosa usate per consolidarli, visto che tendono per loro natura a sfarinare e disgregarsi?
Ho visto usare molti prodotti ma nessuno mi pare soddisfacente.
Se qualcuno ha suggerimenti provati sul campo...

Grazie.
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walter .p
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« Risposta #1 il: Agosto 12, 2011, 11:51:57 »

l'unica tecnica che conosco è il vinavil molto diluito consolida e una volta asciugato non lascia traccia.
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niccosan
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« Risposta #2 il: Agosto 12, 2011, 13:29:42 »

hai provato B72 al 10% con impregnazioni multiple?
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antonio.ef
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« Risposta #3 il: Agosto 12, 2011, 16:26:56 »

Sì, Nico.
In effetti il B72 è il prodotto per eccellenza (di solito uso concentrazioni minori 2-4% per evitare cambi di colore e lucentezza del pezzo trattato).
Il prodotto è ottimo e non ho nulla da rimarcare.
Il motivo della mia richiesta è un altro in verità: siccome si tratta di tufi di contorni di finestre, montati in una chiesa antica, hanno bisogno di attenzioni continue. Ho qualche volontario che si è proposto per stendere all'occorrenza il prodotto (viste le ristrettezze attuali delle pubbliche amministrazioni bisogna arrangiarsi...) ma il paraloid non è poi proprio innocuo in etichetta (non che sia mortale...per carità...). Pensavo che magari qualcuno ha usato prodotti che non richiedano attenzioni e timori particolari da parte di chi lo usa.
Il vinavil non l'ho mai usato e mi lascia un pò in dubbio, trattandosi di finestre preziose ... non me la sento di rischiare. Mi informo meglio se è praticabile (ha il pregio di avere pericolosità nulla).

Intanto ringrazio entrambi delle info.

Grazie. A più tardi.
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niccosan
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« Risposta #4 il: Agosto 12, 2011, 17:16:34 »

il vinavil non è adeguato per finestre
in quanto è leggermente fotosensibile (dopo anni si vede)

inoltre reagisce all'umidità

quindi restano sempre le sostante
come il già citato b72
o altre ma sempre tossiche per la qualità ambientale
avevo letto comunque che quasi tutte le sostanze usate in restauri
sono seppur in minore misura tossiche
quindi....

non saprei...

conoscevo un'altro impregnante a base acqua
ma anche lui...tossico....

si dovrebbe aspettare smilo
lui è molto competente in materia

saluti
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walter .p
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« Risposta #5 il: Agosto 12, 2011, 17:41:09 »

non conosco il b72 ma il vinavil l'ho usato varie volte... vedi fotografia dei ricci di clivio trattati con vinavil per consolidare il tutto e sono passati una quindicina di anni e il pezzo è integro,se hai tempo chiederò a un esperto del campo che si occupa di ristrutturazioni sculture e cose del genere se non è in ferie per domani ho una risposta.nel campo è una autorità da quanto ho capito il tuo problema è la tossicita del prodotto da utilizzare.
« Ultima modifica: Agosto 12, 2011, 17:49:24 da walter .p » Loggato
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ed ho imparato i segni e i sogni della roccia-DVDS


« Risposta #6 il: Settembre 01, 2011, 12:54:07 »

questo post mi era scappato....già risolto il problema?

per quanto riguarda la colla vinilica la sconsiglierei, sopratutto per esterni.
anche il paraloid non è adatto per esterni, così mi risulta dopo aver leggiucchiato in giro per forum di restauratori. Non mi risulta che sia particolarmente tossico, la scheda recita che la tossicità del preparato è da  attribuire al tipo di solvente che si usa.

ci sono dei prodotti specifici per muri friabili e sono a base d'alcool.
io ho avuto a che fare con questo:
http://www.toupretpro.co.uk/products/product_view.php?pid=2

è comunque una resina vinilica

ma non l'ho usato per materiale di valore....bisognerebbe chiedere ad un restauratore...
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« Risposta #7 il: Settembre 01, 2011, 14:47:27 »

questo post mi era scappato....già risolto il problema?

per quanto riguarda la colla vinilica la sconsiglierei, sopratutto per esterni.
anche il paraloid non è adatto per esterni, così mi risulta dopo aver leggiucchiato in giro per forum di restauratori. Non mi risulta che sia particolarmente tossico, la scheda recita che la tossicità del preparato è da  attribuire al tipo di solvente che si usa.

ci sono dei prodotti specifici per muri friabili e sono a base d'alcool.
io ho avuto a che fare con questo:
http://www.toupretpro.co.uk/products/product_view.php?pid=2

è comunque una resina vinilica

ma non l'ho usato per materiale di valore....bisognerebbe chiedere ad un restauratore...
oops, anche a me era sfuggito (ero in vacanza, niente telefono, computer e neanche tv), vediamo se posso ancora essere utile
sono daccordo tanto sul vinavil quanto sul paraloid. per quanto riguarda quest'ultimo è solubile anche in acetato di butile, meno tossico dell'acetone, ma decisamente puzzolente: se ci stai sopra per un po' ti viene comunque un gran mal di testa, chi ci lavora, soprattutto usandone discrete quantità, deve per forza dotarsi di una bella maschera...
altro solvente è il dowanol, che però non ho mai usato, ti posto
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« Risposta #8 il: Settembre 01, 2011, 14:59:21 »

scusa ho postato prima di allegare... Pazienza
dicevo: i tufi bevono assai, il rischio che corri è che cambino colore, talora anche a seconda del solvente, devi fare parecchi test...
hai detto che hai conoscenze tra i restauratori: prova chiedi loro informazioni sul silicato di etile, mi pare sia adatto per rocce silicatiche e, tra l'altro, in questa famiglia di prodotti ce ne sono di pronti all'uso che hanno anche funzione idrorepellente (anche qui, però, dovreste investire una tantum in una maschera e un po' di filtri di ricambio...)
consiglio: butta l'occhio sul sito della phase italia o su quello della ctseurope, su quest'ultimo  magari leggi le schede tecniche (basta registrarsi per accedere) o cerca tra gli articoli del bollettino (che invece sono open files)
www.phaseitalia.it/schedaprodotto.asp?ID=181
www.ctseurope.com
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« Risposta #9 il: Settembre 11, 2011, 21:39:34 »

si, il paraloid non e` consigliato per esterni dato che col tempo sparisce, ancor meno il vinavil....
Il silicato dovrebbe fare meglio l`affare ma non so quanto a durata dato che mi pare si sciolga con l`acqua.
Ho avuto tra le mani tempo fa un prodotto che si chiama Mineralisateur (in francese) che era un prodotto apposito per rinforzare la pietra debole; vedi se riesci a rintracciarlo altrimenti me lo dici e indaghero` nel mio archivio a vedere se ritrovo il contatto
Altra cosa utile per questi casi ma serve solo a difendere quel che resta e` l`idrorepellente ai siliconi della brignola
si diluisce con l`acquaragia ma anche questo col tempo svanisce e va ripassato. E`pero`di semplice applicazione, poco caro e resta invisibile o al massimo ravviva leggermente il colore.

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antonio.ef
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« Risposta #10 il: Settembre 12, 2011, 08:46:58 »

Grazie a tutti, sempre gentili.

Ho risolto intanto col silicato di etile. Ero indeciso col paraloid. Intanto proviamo con questo.
Per fortuna si tratta di cornici di porte e finestrelle interne alla chiesa.
Non esposte quindi. I prodotti li conoscevo già un pò, a parte il vinavil che in ambito di restauro architettonico non l'ho visto usare.
Il paraloid, alcuni restauratori lo evitano, perchè ritenuto tossico, altri lo usano a "mani basse"...i gusti son gusti...
Materiale proveniente da Ctseurope (basta digitare "silicato" tra le voci di ricerca ed esce il nome...mi fermo qui perchè non so se si tratta di pubblicità non ammessa).
Come dicevo conosco bene il silicato di etile per averlo già usato, in esterni finora (addizionato con polisilossani), trattandosi di interni abbiamo optato per solo silicato di etile senza idrorepellente.
Questo perchè il "sistema" di imbibizione avviene in modo inverso che per bagnamento diretto (ossia pioggia) come sugli esterni, cioè per assorbimento da risalita capillare.
Non potendo proteggere i pezzi in quel senso, ho preferito far sì che vengano consolidati ma che non siano chiusi in un "involucro impermeabile", ma che continuino a traspirare per quanto possibile.
Vedremo i risultati.

Ciao, vi terrò informati.
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