|
Max
|
 |
« il: Ottobre 16, 2011, 19:48:35 » |
|
Allora, cari appassionati, mi aiutate a riepilogare le cose essenziali da tenere presente per usare gli acidi nella pulizia dei fossili? Acido muriatico (cloridico commerciale): 25 - 30% in acqua, per matrici calcaree con fossili silicizzati o mineralizzati Idrossido di Potassio, magari con aggiunta di acqua ossigenata, in scaglie: per calcari marnosi o argillosi Idrossido di sodio: molto diluito, per pulizia di dolomie resistenti. Aceto, acqua ossigentata: matrici argillose Mi aiutate ad essere più preciso.....lo so che "non sono imparato" in materia :(Parliamo anche dei tempi di esposizione della roccia al composto acido?
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
FOSSIL1
|
 |
« Risposta #1 il: Ottobre 16, 2011, 20:51:58 » |
|
dipende dal tipo di fossile che vuoi preparare e che tipo di risultato vuoi ottenere. per gli acidi, se mettila roccia dentro e "frigge" la concentrazione è troppo elevata. Per la pulizia di vertebrati in rocie a base di calcio(in qualsiasi forma si trovi) il miglior acido è quello sulfamico ma è costoso e di difficile reperimento. Più facile da trovare e secondo me altrettanto valido è l'acido acetico. Procedura: 1-sgrossatura della pietra tramite cesello pneumatico o utensili elettrici tipo smerigliatrice angolare (la Flex). 2- attacco con suluzione acida al 5/6% avendo cura di isolare con vernice trasparente o paraloid le eventuali infiltrazioni di calcite presenti. 3-pulizia e lavaggio della pietra con acqua per rimuovere i residui, lavaggio con acetone della vernice o del paraloid. 4-ricopertura della calcite - torna al punto 2 e così via finchè non emerge parte del fossile se non già esposto. poi: 5 bagno in coluzione acida al 2/3% avendo cura di isolare con vernice trasparente o paraloid le eventuali infiltrazioni di calcite presenti nonchè le parti esposte del fossile. 6-pulizia e lavaggio della pietra con acqua per rimuovere i residui, lavaggio con acetone della vernice o del paraloid. 4-ricopertura della calcite e delle parti fossili esposte - torna al punto 5 e così via finchè non è stata raggiunta la preparazione voluta
NDR la durata di ogni immersione in acido deve essere di circa due ore.
|
|
|
|
« Ultima modifica: Ottobre 16, 2011, 20:58:41 da FOSSIL1 »
|
Loggato
|
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #2 il: Ottobre 17, 2011, 23:43:18 » |
|
Grazie mille per le delucidazioni. Ma, volevo capire bene: non è possibile, magari in presenza di fossili silicizzati su matrice calcarea, abluzioni in diluizioni molto acidate che consentano lo scioglimento di gran parte della matrice?
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
smilo
Molecola Organica

Offline
Posts: 195
|
 |
« Risposta #3 il: Ottobre 18, 2011, 10:10:41 » |
|
quoto sostanzialmente fossil1, aggiungo un paio di cose: - l'acido acetico va sciacquato molto bene perché tende a cristallizzare e rischi che i cristalli crescendo dentro alle crepe (se non hai sigillato bene prima col paraloid) ti facciano mezzi disastri. l'ideale dopo il risciacquo potrebbe essere anche neutralizzare la soluzione con un po' di potassa (aggiunta a poco a poco fino a neutralità: devi procurarti una cartina tornasole per misurare l'acidità) - qualche volta vale la pena non rimuovere il paraloid ma lasciarlo lì e sovrapporre gli strati in modo che le parti di fossile che vengono sottoposte a più bagni in acido ricevano più resina - sarebbe meglio lasciar asciugare bene il pezzo tra un bagno e l'altro
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #4 il: Ottobre 19, 2011, 22:32:28 » |
|
Quindi non consigliate l'uso di soluzioni acide più aggressive quali l'acido cloridico o l'idrossido di potassio o l'drossido di sodio?
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
smilo
Molecola Organica

Offline
Posts: 195
|
 |
« Risposta #5 il: Ottobre 20, 2011, 09:05:04 » |
|
Quindi non consigliate l'uso di soluzioni acide più aggressive quali l'acido cloridico o l'idrossido di potassio o l'drossido di sodio?
no no, in effetti hai ragione, qualcosa c'è, scusa la dimenticanza  adesso che mi viene in mente un paio di anni fa era uscito su Palaeontology un articolo che parlava dell'estrazione mediante acido solforico: VODRAZKA R. (2009): A NEW METHOD FOR THE EXTRACTION OF MACROFOSSILS FROM CALCAREOUS ROCKS USING SULPHURIC ACID, Palaeontology, Vol. 52, Part 1, 2009, pp. 187–192.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
FOSSIL1
|
 |
« Risposta #6 il: Ottobre 20, 2011, 22:48:00 » |
|
in tal caso però devi conoscere molto bene la chimica del fossile e della roccia che lo contiene e utilizzare una soluzione acida mirata. Se invece intendi una soluzione molto acida per "fare prima" scordatelo, alla fine ti trovi il fossile pieno di cariature da corrosione senza santi che tengano. eliminazione di tutta la roccia= preparazione molto lunga
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #7 il: Ottobre 20, 2011, 22:54:14 » |
|
Siete stati veramente chiari. Grazie ancora 
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
smilo
Molecola Organica

Offline
Posts: 195
|
 |
« Risposta #8 il: Ottobre 21, 2011, 08:56:01 » |
|
ancora una volta ha ragione fossil1: il lavoro del ceco si applica a fossili calcitici o in parte piritizzati inglobati in matrici calcaree compatte o calcareo marnose e tecnicamente è (se mi permettete un parere, non ho mai provato, ma così ad occhio e croce) ancora più difficile di una preparazione ad acido "classica". Max, se vuoi provare armati di santa pazienza e qualche "rudere" 
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #9 il: Ottobre 24, 2011, 22:23:55 » |
|
Che cosa resite agli acidi più aggressivi? La cera, il paraloid...ovvero se pennelli il pezzo di fossile liberato di questi materiali viene garantita la protezione in caso di bagno nell'acido? grazie
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Prejott
|
 |
« Risposta #10 il: Ottobre 25, 2011, 00:00:01 » |
|
le preparazioni cosiddette per "acid transfer" si fanno con resina eposiddica trasparente, ma nel tuo caso direi che può bastare una bella ed accurata spennellata di paraloid. Se non altro è forse la cosa più facile da rimuovere in seguito. Ciao
|
|
|
|
|
Loggato
|
zàin,scarpòn,punta,mazèta e salàm deent in la michèta!
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #11 il: Novembre 02, 2011, 22:16:42 » |
|
Ho provato il potassio idrato (potassa caustica), direi che è fantastico! L'ho provata su un pezzo dal Giura tedesco e su un echinide del miocene. Ha sfogliato una matrice molto dura. E avete ragione: il miracolo si compie soprattutto in presenza di sedimento marnoso....Secondo me anche la soda caustica, su determinate rocce, può dare risultati interessanti. A proposito Prejott, ma che ne fai del Paralloid che, una volta sciolto, viene avanzato?....non credo si conservi per molto
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Prejott
|
 |
« Risposta #12 il: Novembre 02, 2011, 23:27:20 » |
|
credo di si invece, lo vendono anche già in soluzione....costa una carrettata in più però. comunque, essendo reversibile, se evapora il solvente dovrebbe bastare aggiungerne di nuovo.
Credo che la soda caustica operi come il potassio idrato,però mi sembra molto meno salutare (non che la potassa lo sia).
|
|
|
|
|
Loggato
|
zàin,scarpòn,punta,mazèta e salàm deent in la michèta!
|
|
|
|
walter .p
|
 |
« Risposta #13 il: Novembre 03, 2011, 22:29:23 » |
|
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
smilo
Molecola Organica

Offline
Posts: 195
|
 |
« Risposta #14 il: Novembre 04, 2011, 09:52:30 » |
|
credo di si invece, lo vendono anche già in soluzione....costa una carrettata in più però. comunque, essendo reversibile, se evapora il solvente dovrebbe bastare aggiungerne di nuovo.
Credo che la soda caustica operi come il potassio idrato,però mi sembra molto meno salutare (non che la potassa lo sia).
io il paraloid lo compro in granuli , poi ne preparo un po' al 50% in acetone e lo conservo in un barattolo che tengo ben chiuso, al buio (tende ad ingiallire). Da questa soluzione (buona per incollare) ricavo di volta in volta quella più diluita (5% 10% a seconda) che va bene per consolidare. In generale però preferisco, se posso, non avanzarne troppo o tenerlo lì per troppo tempo. Che si addensi è inevitabile... magia (o colpa, dipende dai punti di vista  ) della volatilità dell'acetone (il solvente che preferisco). Quando succede puoi ovviamente diluirlo di nuovo, la fregatura è che la diluizione la farai col sistema "occhiometrico"  ...non saprai mai che diluizione avrai ottenuto, mentre quella di partenza era nota perché avevi pesato/misurato tutto! Il segreto per limitare l'evaporazione el solvente sta nel non usare barattoli troppo grandi rispetto alla quantità di soluzione da conservare La soda caustica (NaOH) è una base più forte della potassa (KOH), opera allo stesso modo, ma è più reattiva, occhio  !
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Max
|
 |
« Risposta #15 il: Novembre 04, 2011, 22:01:32 » |
|
Grazie ancora per le ultime delucidazioni! Adesso sto sperimentando anche l'acqua ossigenata a 130 volumi assieme al potassio idrato. Vi darò conto.
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|
Forum Paleofox.com
|
|
|
|
|
|
Loggato
|
|
|
|
|