L'uomo moderno è nato molto prima di quanto si pensasse: oltre 40.000 anni fa. Lo testimoniano i fossili umani ritrovati in Italia, nella Grotta del Cavallo in Puglia, e nel Regno Unito sarebbero le più antiche testimonianze di uomo anatomicamente moderno in Europa. I resti sono stati analizzati da un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui alcuni italiani, e i dati pubblicati sull'ultimo numero di Nature.
I resti, due molari ritrovati in un giacimento presso Nardò (Lecce) e inizialmente classificati come appartenenti a un uomo di Neanderthal e una mandibola ritrovata nelle campagne inglesi, sono stati analizzati, i primi, da Stefano Benazzi dell'Università di Vienna e il secondo, da Thomas Higham dell'Università britannica di Oxford e Chris Stringer, del Museo di Storia Naturale di Londra. Utilizzando nuove raffinate tecniche, i resti italiani sono stati datati a circa 44.000 anni fa e sono i resti di uomo moderno più antichi d'Europa; quelli
britannici tra 41.000 e 44.000. Queste datazioni comportano che
la diffusione dei primi uomini moderni avvenne prima di quanto
ipotizzato finora e molto rapidamente e che hanno coesistito con
i Neanderthal per molte migliaia di anni.
I denti da latte ritrovati nella Grotta del Cavallo sono stati associati alla cultura detta Uluzziana, della quale si conservano molti manufatti come punte, grattatoi e raschiatoi, lavorazioni d'osso e conchiglie marine forate.
http://www.unita.it/scienza/l-uomo-moderno-era-in-europa-prima-del-previsto-1.348381