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Autore Topic: Granchi "yeti" e polpi "fantasma" nel mondo perduto dell'Antartide  (Letto 365 volte) Bookmark and Share
Ebo
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« il: Gennaio 06, 2012, 15:48:39 »

Non sapendo dove mettere questo post, qui penso ci possa stare appena giusto.

Interessante questa serie di foto tratte dal sito della Repubblica: http://www.nationalgeographic.it/natura/2012/01/05/foto/il_mondo_perduto_dell_antartide-776614/1/ e rappresentante alcune nuove faune scoperte in Antartide in corrispondenza di sorgenti idrotermali.

Sopratutto intriganti le immagini che ritraggono la colonia di "granchi yeti" (vedi foto allegata) ed il testo che li accompagna:
"I maschi di granchio yeti, come quello a destra, sono più grandi e stanno più vicino alle sorgenti idrotermali per nutrire le comunità di batteri che stanno sui loro ventri coperti di peli. Le femmine invece se ne stanno più lontane dalle fonti, in acque più fresche, per proteggere i minuscoli embrioni sui loro ventri."

Non posso impedirmi di fare il paragone con i trilobiti del genere Triarthrus eatoni (Ordoviciano di New York), che vivevano presumibilmente in condizioni ambientali analoghe, e che si è soprattutto ipotizzato che tra le loro branchie ospitassero colonie di batteri per una sorta di chemiosimbiosi (produzione di ossigeno  da parte di solfobatteri in condizioni di anossia), come potrebbe essere per questi granchi attuali.
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« Risposta #1 il: Gennaio 06, 2012, 19:08:26 »

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« Risposta #2 il: Gennaio 06, 2012, 21:50:23 »

... i trilobiti del genere Triarthrus eatoni (Ordoviciano di New York), che vivevano presumibilmente in condizioni ambientali analoghe, e che si è soprattutto ipotizzato che tra le loro branchie ospitassero colonie di batteri per una sorta di chemiosimbiosi (produzione di ossigeno  da parte di solfobatteri in condizioni di anossia), come potrebbe essere per questi granchi attuali.
Per caso si sa se tali emissioni sottomerine ordoviciane siano imputabili ad attività vulcanica oppure a risalita di idrocarburi?
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Ebo
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« Risposta #3 il: Gennaio 07, 2012, 19:04:22 »

Non te lo so dire. I sedimenti (black shales) che inglobano queste faune sono caratterizzati da delle torbiditi che hanno avuto origine lungo le pendici di un alto strutturale in una zona di retrobacino. Questi sedimenti (definiti come metabentoniti sul libro "Trilobites of New York") si sono depositati in zone di bacino caratterizzati da scarsa circolazione e poveri in ossigeno.
Non mi risulta fosse presente un'attivitá vulcanica ne la presenza di idrocarburi nella zona.
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