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Ebo
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« il: Gennaio 31, 2012, 23:18:40 » |
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Non so perché mi lancio in questo soggetto, ma visto che mi è stato in qualche maniera richiesto e che mi bazzicava per la testa da qualche tempo, presento qua una carrellata di foto effettuate in questi ultimi anni su una zona a me particolarmente cara e che mi ha dato l'input (bene o male che sia) per interessarmi alle scienze geologiche.
Si tratta della Formazione di Rocchetta e quella di Monesiglio, datate tra l'Oligocene superiore ed il Miocene inferiore. Le due sono spesso interdigitate, presentando una litologia che passa da un'arenaria a spesse bancate (talora metriche), ad arenarie marnose sino a sfumare in marne argillose nella Formazione di Monesiglio, piu' recente.
Le prime foto illustrano il tipico affioramento che caratterizza questo tipo di litologie, con alternanze di sedimenti piu' erodibili (marne o localmente chiamati "tufi", anche se il vero tufo è di origine vulcanica e non sedimentaria) e rocce piu' resistenti, le arenarie.
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Ebo
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« Risposta #1 il: Gennaio 31, 2012, 23:27:10 » |
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Questi accumuli sedimentari si sono originati da correnti di torbida, createsi in seguito a frane sottomarine assai importanti che hanno caratterizzato sutto il bacino sedimentario che oggi occupa gran parte della Val Bormida, Tanaro e settore occidentale dell'Appennino Ligure Piemontese (non mi addentro troppo nella tettonica, lascio l'argomento ad altri). All'interno di queste bancate sedimentarie non è raro (anzi è molto facile) rinvenire le tracce lasciate dalla corrente che trasportava la massa di sedimenti che si andava depositando lungo i fianchi di questo bacino marino che occupava tutta la pianura padana attuale.
I "flute casts" che si rinvengono (aguzzate la vista nella foto 'Flute casts.jpg' per vedere le tracce) sono caratterizzati da linee sub-parallele lasciate sia da oggetti trasportati dalla corrente, sia dalla corrente stessa. Indovinate che direzione aveva la corrente nella foto Flute cast_2.jpg
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Ebo
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« Risposta #2 il: Gennaio 31, 2012, 23:38:19 » |
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Oltre alle semplici tracce lasciate dalla corrente pero' ci sono altre tracce molto piu' interessanti, anche se non bisogna mai prendere il soggetto in analisi solo da un esclusivo punto di vista. Sono le bioturbazioni, cioè le impronta lasciate da organismi che pascolavano sul fondo argilloso/sabbioso e si nutrivano della materia organica che era presente nei sedimenti medesimi. Già nell'immagine precedente Flute cast_2.jpg avrete osservato la presenza di strutture "tubolari" che attraversavano la superficie di strato. Queste strutture, definite come "Burrow Cast" sono le tracce lasciate dagli organismi limivori che ingurgitavano avidamente (come recentemente alcuni membri di Paleofox in occasione dei loro meeting selvaggi ...  ) il sedimento, i tunnel creati e riempiti dal sedimento digerito e privo di nutrimento è quello che resta. La classificazione è un poco complessa e non troppo chiara a volte (anche per me), quindi lascio piuttosto il piacere nel vedere le tracce piuttosto che appiccicare un nome scientifico all'ichnofossile. La prima foto illustra nuovamente la combinazione tra un burrow cast ed un flute cast (Burow cast and flute cast.jpg), le restanti, differenti tracce.
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Ebo
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« Risposta #3 il: Gennaio 31, 2012, 23:42:34 » |
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Non solo le tracce si sviluppano lungo le superfici di strato, ma spesso gli organismi limivori 'lavoravano' anche nella terza dimensione, scavando tunnel verticali. E' particolarmente importante durante un'esplorazione geologico/paleontologica osservare i muri a secco; In essi si trovano spesso indizi della possibilità di trovare soggetti interessanti nelle vicinanze, dato che questo tipo di costruzioni sono fatti in pietra locale.
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Ebo
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« Risposta #4 il: Gennaio 31, 2012, 23:48:46 » |
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Piu' difficile (ma non impossibile del tutto) è rinvenire impronte piu' particolari, indicatrici della presenza di organismi piu' complessi o con uno stile di vita particolare. E' il caso delle impronte di Paleodyction, Helminthoidea o impronte lasciate da artropodi o molluschi sul fondo del mare. Molto raro infine è trovare impronte di lamellibranchi, come la minuta conchiglia visibile, che ha lasciato la controimpronta nella marna (qualcuno mi sa dare una classificazione della bestiola?)
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Ebo
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« Risposta #5 il: Gennaio 31, 2012, 23:58:41 » |
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Infine, a testimoninanza della presenza di terre emerse in prossimità del bacino sedimentario, si rinvengono spesso nelle bancate marnoso-arenacee dei frustoli vegetali carbonizzati e con un poco di fortuna anche sparute foglie. I livelli carboniosi si riconoscono facilmente dal colore giallo ocra, che risaltano facilmente sullo sfondo grigio azzurro delle arenarie.
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Ebo
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« Risposta #6 il: Febbraio 01, 2012, 00:03:44 » |
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Voilà, con questa breve carrellata prende termine questa breve descrizione di una passeggiata semi-paleontologica tra le colline e le langhe piemontesi.
Ebo
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Prejott
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« Risposta #7 il: Febbraio 01, 2012, 00:05:29 » |
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Bel reportage Enrico! Qualche volta ci faccio un giro.
Però non riesco a capire la foto del quiz....quelle che vedo mi sembrano biotubazioni.
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« Ultima modifica: Febbraio 01, 2012, 00:09:47 da Prejott »
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zàin,scarpòn,punta,mazèta e salàm deent in la michèta!
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Ebo
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« Risposta #8 il: Febbraio 02, 2012, 09:28:24 » |
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Prejott, almeno tu (ed Attilio in via privata) hai risposto... pensavo che il post potesse animare un po piu' la discussione. Magari tanti sono fuori sede.
La direzione della corrente, doveva essere da sinistra verso destra come indicato dalle frecce rosse. I flussi non sono sempre paralleli uno rispetto all'altro (per questo hanno direzioni leggermente divergenti su questo campione) e queste strutture (flute cast) a forma di 'cono' sono spesso indicative delle direzione. Ovviamente siamo in presenza di una controimpronta.
Questa è almeno l'interpretazione che ho dato a questa lastra.
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Prejott
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« Risposta #9 il: Febbraio 02, 2012, 13:39:44 » |
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eeeh, sai...è roba un po' particolare... va bè,comunque adesso ho capito a cosa ti riferivi nella foto.Pensavo di trovarci le strisciate come nelle altre. Avevo notato quelle strutture ma le avevo prese per corpi estranei e cercavo le loro tracce di scorrimento 
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zàin,scarpòn,punta,mazèta e salàm deent in la michèta!
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Simone
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« Risposta #10 il: Febbraio 02, 2012, 14:17:08 » |
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Grazie per il reportage Ebo! Bello  Simone
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Il pensiero è il riposo del corpo, il movimento è il riposo della mente
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cecco
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« Risposta #11 il: Febbraio 02, 2012, 18:49:53 » |
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Volevo chiederti Ebo, xchè sono sedimenti direi sterili dal punto di vista fossilifero, pure avendo potenze di molti metri  , almeno quelli che affiorano dalle mie parti, quando si rimette il tempo farò delle foto xchè ci sono delle cose che mi incuriosiscono  Cecco.
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fedri
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« Risposta #12 il: Febbraio 02, 2012, 23:27:00 » |
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Interessante reportage Prejott, almeno tu (ed Attilio in via privata) hai risposto... pensavo che il post potesse animare un po piu' la discussione. Magari tanti sono fuori sede.
La direzione della corrente, doveva essere da sinistra verso destra come indicato dalle frecce rosse. I flussi non sono sempre paralleli uno rispetto all'altro (per questo hanno direzioni leggermente divergenti su questo campione) e queste strutture (flute cast) a forma di 'cono' sono spesso indicative delle direzione. Ovviamente siamo in presenza di una controimpronta.
Questa è almeno l'interpretazione che ho dato a questa lastra.
in questa formazione qual era la direzione principale delle torbiditi?
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Ebo
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« Risposta #13 il: Febbraio 02, 2012, 23:45:53 » |
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La direzione era da sud verso nord aprossimativamente. L'apporto di materiale detritico avveniva da quella che é attualmente la catena delle Alpi Liguri, che al tempo si affacciavano su un mare relativamente profondo posto a nord (area occupata dall'attuale pianura padana).
Per quello che riguarda i fossili, la situazione é assai complessa. Esistono località a qualche decina di chilometri di lontananza che hanno fornito faune estremamente ricche con lamellibranchi, echinodermi, coralli, macroforaminiferi... Anche di grandi dimensioni. Tra le varie località si potrebbe citare Cosseria, Piana Crixia, Merana. In quest'ultima località ci feci un escursione quando ero all'università di Genova; notevole il numero di specie che rinvenimmo. Bisogna trovare i livelli buoni e poi, generalmente ma non necessariamente, piú ci si avvicina alla catena della Alpi Liguri piú si trova materiale fossilifero. Anche a Millesimo sono state segnalate delle interessanti bioherme (strutture coralline) studiate ai tempi già da Lorenz e poi dal prof Andri di Genova.
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antonio.ef
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« Risposta #14 il: Febbraio 03, 2012, 09:24:10 » |
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Bravo Ebo, molto interessante quello che hai riportato! E' veramente molto bello.
Mi dilungo un pò con alcune considerazioni personali: devo ammettere che spiegazioni fatte così sono più chiare di molte pagine di libri, non per incensarti sia chiaro...è che spesso i libri sono scritti in modo troppo "per esperti", oppure troppo "per bambini". Alla fine, la spiegazione sul campo, in diretta, vale più di tante cose scritte.
Devo dare anche atto che interessarsi dei fossili ti obbliga, in modo del tutto naturale, a prendere confidenza anche con "casa loro", perciò la passione per i fossili non la ritengo affatto una disciplina (o hobby...come mi dicono spesso) da puri collezionisti, e quando sento commenti sul fatto che si tratta di sassi...mi incacchio un pochetto. La geologia attualmente è un settore un pò troppo di "nicchia" e trovo che dovrebbe già essere spiegata a scuola, così forse ci rispamieremmo disastri prodotti dall'ignoranza.
Per quanto riguarda le direzioni di scorrimento sono stato tratto in confusione come Prejott, però ora ho capito. Forse, tentando di spiegare la mancanza di alte quantità di fossili, si trattava di zone che appunto per la loro turbolenza non offrivano spazio al deposito e conservazione di organismi ma erano aree adatte al pascolo e alla vita attiva.
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Max
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« Risposta #15 il: Febbraio 03, 2012, 22:11:39 » |
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Complimenti, Ebo, complimenti davvero per la chiarezza e la completezza dell'analisi. E perchè non ci dai la possibilità di apprezzare altri tuoi contributi sempre riguardanti la sedimentazione del terziario ligure - piemontese? Ad esempio, personalmente, mi interesserebbe molto l'orizzonte oligo-miocenico (formazione di Molare, Messiniamo, formazione di San't Agata....). Che ne dici? Ancora complimenti, comunque!
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Ebo
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« Risposta #16 il: Febbraio 04, 2012, 09:22:50 » |
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Max, ho aggiunto la Formazione di Molare, anche se piú incentrata sull'emergenza geomorfologica del "fungo di Piana Crixia". Per quello che riguarda le altre fornazioni non ho materiale fotografico attualmente, ma potrebbe essere stimolo per altri utenti ad aggiungere loro foto e commenti.
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cecco
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« Risposta #17 il: Febbraio 26, 2012, 19:18:11 » |
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Volevo chiederti Ebo, xchè sono sedimenti direi sterili dal punto di vista fossilifero, pure avendo potenze di molti metri  , almeno quelli che affiorano dalle mie parti, quando si rimette il tempo farò delle foto xchè ci sono delle cose che mi incuriosiscono  Cecco. come promesso allego le foto, cosa sono  Cecco.
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Ebo
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« Risposta #18 il: Febbraio 29, 2012, 13:19:31 » |
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...certo che tutte le robe strane le tirate in piedi...
Immagino che provenga dal BTP vista la litologia, ma mi sai dire con piu' precisione a quale località e formazione appartiene? Strutture del genere le assocerei a dei tappeti algali (algal mats) come se ne trovano in ambienti intertidali, legati a colonie stromatolitiche, tromboliti e robe del genere.
Solo che questo vale solo da un punto di vista morfologico, ma dato che molto piu' facilmente si tratta di materiale nostrano Piemontese (poi mi confermerai) ho l'impressione che siamo in presenza di strutture createsi in seguito a fenomeni di corrente di torbida: nella figura DSC00550.JPG si potrebbe indovinare un'orientazione delle strutture NNE-SSW.
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cecco
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« Risposta #19 il: Febbraio 29, 2012, 21:15:08 » |
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...certo che tutte le robe strane le tirate in piedi...
Immagino che provenga dal BTP vista la litologia, ma mi sai dire con piu' precisione a quale località e formazione appartiene? Strutture del genere le assocerei a dei tappeti algali (algal mats) come se ne trovano in ambienti intertidali, legati a colonie stromatolitiche, tromboliti e robe del genere.
Solo che questo vale solo da un punto di vista morfologico, ma dato che molto piu' facilmente si tratta di materiale nostrano Piemontese (poi mi confermerai) ho l'impressione che siamo in presenza di strutture createsi in seguito a fenomeni di corrente di torbida: nella figura DSC00550.JPG si potrebbe indovinare un'orientazione delle strutture NNE-SSW.
Allora Ebo provengono dall'alto Appennino Umbro,circa 700mt. slm. sono dei lastroni di calcare con tutte queste increspature, io ho fotografato questa xchè mi incuriosiva ma ce ne sono altre. La carta geologica dice " formazione marnoso calcarea con evidenti scivolamenti intraformazionali ( sigh") < SLUMPINGS > Elveziano Langhiano. Tu dici che potrebbero essere strutture algali e potrebbe essere, allora vorrei sapere cosa sono questi slumpings  grazie. Cecco.
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